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"lf1"Si apre nel segno delle donne la 59esima edizione del London Film Festival (7-18 ottobre). Con una Meryl Streep che sembra ancora indossare i panni della protagonista di "Suffragette", pellicola sul movimento femminile di inizio ‘900 per il diritto di voto che inaugura la rassegna cinematografica, e afferma di essere "infuriata" perchè le donne tuttora hanno spazi molto limitati nell’industria del cinema. Ma si tratta anche di un festival con molta Italia: sono 11 le pellicole, un record, che verranno proiettate e nella capitale sono attesi alcuni fra i più grandi talenti nazionali, fra cui Paolo Sorrentino e Gabriele Salvatores.

Il festival di Londra, organizzato dal British Film Institute (Bfi), continua negli anni a crescere e lo dimostrano i suoi numeri. In tutto si contano 238 fra film e documentari, qualcosa come 16 premiere mondiali, 8 internazionali e 40 europee. La prima serata di gala è tutta dedicata a quella europea di "Suffragette", della regista Sarah Gavron, e che"lf2" oltre alla bravissima Streep vede nel suo cast stellare attrici come Carey Mulligan ed Helena Bonham Carter. Già la pellicola ha convinto i critici per il modo in cui è stata girata. Gli scontri di piazza nella Londra di inizio ‘900, in cui le attiviste sfidavano apertamente la polizia, sono stati fatti con una tecnica di ripresa simile a quella delle moderne troupe giornalistiche: scelta che esalta la veridicità e la durezza delle proteste. Non manca una polemica, a sfondo razzista.

Le attrici si sono fatte fotografare per il magazine londinese Time Out con una maglietta che riporta una frase pronunciata dalla leader suffragetta Emmeline Pankhurst nel 1913 (interpretata dalla Streep): "Preferisco essere una ribelle che una schiava". Secondo alcuni è di cattivo gusto nei confronti degli afro-americani e della loro lotta per i diritti civili. Il festival quindi parte con le scintille ed è destinato a chiudersi con la première "lf3"europea di un film molto atteso, "Steve Jobs", che vede Michael Fassbender nei panni del creatore di Apple diretto da Danny Boyle.

Grande protagonista è l’Italia che "schiera" una selezione dei migliori film usciti nell’ultima stagione, con registi e attori che vedono ormai quello di Londra come un appuntamento fisso. Come sottolinea l’Istituto Luce-Cinecittà, spiccano quattro opere prime, di cui due direttamente da Venezia: "L’attesa" di Piero Messina e "Arianna" di Carlo Lavagna, oltre a "Vergine giurata" di Laura Bispuri e "Mediterranea" di Jonas Carpignano. Sempre da Venezia i nuovi film di Marco Bellocchio, "Sangue del mio sangue" e di Luca Guadagnino, "A Bigger Splash". La selezione inglese comprende inoltre "Latin Lover" di Cristina Comencini, "Il ragazzo invisibile" di Gabriele Salvatores, il documentario "Il gesto delle mani" di Francesco Clerici e l’anteprima in Gran Bretagna di "Youth – La giovinezza" di Sorrentino. E c’è anche un capolavoro restaurato: "Rocco e i suoi fratelli" di Luchino Visconti.