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"rc_1"Capita, alle volte, di associare una nazione solo alla città che ne è più rappresentativa o più nota. Un po’ come succede con le grandi famiglie di cui, spesso, si ricordano solo i nomi più illustri e conosciuti. Tutto ciò, altrettante spesse volte, risulta fuorviante perché ad essere trascurati sono aspetti, scenari, chicche meravigliose che vivono all’ombra della celebrità di chi le supera in fama. È questo il caso della Repubblica Ceca, una nazione che frequentemente è associata solo a Praga. Che la capitale ceca, si badi bene, sia un incanto con i suoi scorci, le sue piazze, i suoi artisti di strada, i suoi ponti e monumenti, è indubbio. Non è un caso che sia stata soprannominata in Europa “Mother of cities”. Ciononostante ridurre l’intera nazione alla città che ne è il maggior vanto, sarebbe un atto ingiusto e scorretto. C’è tanto da visitare e andare a scovare in un Paese cangiante ed eterogeneo come la Repubblica Ceca, al di là della sua stessa capitale."rc_2"

Divisa in sette aree principali, la nazione si compone a livello geografico di un versante a carattere principalmente montuoso e corrispondente alla Boemia (divisa in: Boemia Occidentale, Boemia del Nord, Boemia Centrale, Boemia del Sud e Boemia Orientale) e di uno più pianeggiante ma altrettanto montuoso, ovvero la zona occupata da Moravia e Slesia. Queste regioni sono il regno di castelli, tradizioni, luoghi di culto e leggende che spesso il turista medio ignora, ma a cui basterebbe un solo sguardo per restarne folgorato e affascinato.

Quello che vi proporrò è un itinerario alla scoperta di alcune di queste meraviglie degne di considerazione, una valida alternativa per chi, una volta atterrato a Praga e averne respirato a pieni polmoni l’atmosfera, non voglia lasciarsi sfuggire l’occasione per visitare anche questi incantevoli tesori nascosti. Piccoli consigli utili per chi ama viaggiare e porti sempre con sé nel suo inseparabile bagaglio la curiosità e il desiderio di lasciarsi stupire.

 

COSA VEDERE

Castelli

  • Chateau Ploskovice

"rc_3"Il paesino di Ploskovice conta all’incirca 500 abitanti e fa parte del distretto di Litoměřice, nella Boemia del Nord. Vale la pena affrontare i circa 80 km che lo separano da Praga per ammirare il castello omonimo. I racconti tradizionali vogliono che proprio questo chateau sia stato nel 1496 il teatro della rivolta dei sudditi oppressi dal regime troppo crudele. Eroe della sommossa sarebbe stato Dalibor di Kozojedy che si erse come difensore dei diritti del popolo sottomesso. Catturato e recluso nella “torre della fame” del Castello di Praga, Dalibor fu poi giustiziato. Le sue gesta verranno consacrate all’immortalità grazie all’opera lirica composta in pieno romanticismo da Bedřich Smetana, divenuta simbolo della musica ceca. Nel corso dei secoli il castello divenne anche sede di Anna Maria Francesca duchessa di Toscana, nonché residenza estiva nell’Ottocento del sovrano di Boemia Ferdinando V.

Si tratta di un’elegante villa barocca al cui interno è possibile ammirare gli affreschi dedicati a divinità mitologiche, nonché splendide statue rappresentanti le quattro stagioni e i quattro elementi. Raggiunto il primo piano, attraverso le sontuose scalinate che lo collegano al piano terra, si accede ad una prima stanza in origine riservata alle nobildonne del tempo che solevano intrattenersi sorseggiando thè e caffè. Alle pareti i ritratti di eleganti signore e signori di alto lignaggio che testimoniano la moda settecentesca. "rc_4"Passeggiando per le stanze successive tra camere adibite allo studio, la camera da pranzo, la camera dei musicisti che è stata sfondo di alcune serie tv come “I Tre Moschettieri” (BBC) e la camera da letto dell’imperatore, si nota come lo stile barocco e il rococò tendano a confondersi negli sfarzi con cui ciascuna stanza è stata rifinita e arredata. Frequente la sensazione che qualche vecchio volto della famiglia Asburgo stia a lì a fissarti, dato il buon numero di ritratti appesi alle pareti.

All’esterno della reggia, di quella che la duchessa di Toscana desiderava fosse la “sua Versailles”, un verde giardino di cui è possibile ammirare la fontana centrale su cui si affacciano i finestroni del piano terra del castello e su cui, di tanto in tanto, non è difficile trovarsi ad osservare qualche pavone che “si pavoneggi” nelle sue passeggiate mattutine o pomeridiane.

Infine, i sotterranei del castello in cui la nobiltà residente aveva ricavato i suoi bagni termali.

  • Děčǐn Castle

"rc_5"Costruito alla fine del X secolo dai principi boemi per controllare il distretto di Děčǐn, il castello sorge nei pressi del punto di congiunzione tra i fiumi Elba e Ploučnice, in un trionfo di arte barocca e classicista. Una delle più antiche fonti che ne faccia menzione è un documento del 1128 in cui viene riportata la notizia che al suo interno, l’allora principe Sobeslao, vi avesse fatto rinchiudere il nipote Bratislavo, suo rivale nella contesa del trono.

È considerato uno dei monumenti più importanti della Boemia del Nord in quanto antica fortezza militare e sede di importanti stirpi nobiliari. Nella seconda metà del Seicento il palazzo divenne di proprietà di Massimiliano von Thun che si occupò del suo restauro all’insegna del fasto e del lusso. Quello che ancor oggi si può ammirare del castello riporta i segni dell’intervento del rampollo di casa Thun, specie per quanto riguarda la parte inferiore. Sul grande portone di ingresso spicca un’iscrizione in latino che riporta il nome del costruttore e l’anno in cui i lavori di questa sezione della reggia furono completati, il 1674.

Oltre alle meravigliose sale interne e al panorama mozzafiato godibile dalla terrazza"rc_6" esterna, merita una particolare attenzione il Rose Garden, risalente al 1881 e sito ai piedi del castello. Durante lo stesso Ottocento il palazzo ospitò numerosi intellettuali del tempo di cui l’allora proprietario Franz Anton von Thun amava circondarsi. Fu in questo periodo che si registrò la presenza anche di Frederic Chopin, incontrato dai Thun durante un viaggio in Europa e da loro richiamato per dare lezioni di piano al figlio di Franz Anton. Fu durante una visita in settembre al castello che il musicista avrebbe trovato l’ispirazione per comporre il “Walzer di Děčǐn”.

 

Paesi

  • Litoměřice

"rc_7"Litoměřǐce è una piccola perla architettonica, difficile non innamorarsene. Un caratteristico borgo in cui è facile perdere lo sguardo tra le variopinte case gotiche, barocche e rinascimentali del centro antico su cui si erge possente la torre della Cattedrale di Santo Stefano. Tutt’intorno è possibile ancora ammirare l’antica fortificazione gotica voluta da Venceslao I e conservatasi in ottimo stato sino ad oggi. Cittadina reale e sede vescovile, Litoměřǐce mostra con orgoglio tutti i segni del suo passato e presente nobile. Lo splendido Municipio realizzato durante il rinascimento sassone, i graffiti della casa rinascimentale “Aquila Nera”, la Chiesa dell’Annunciazione di Maria Vergine capolavoro dell’architetto italiano Ottaviano Broggio, il castello medievale con la mostra permanente sulla viticoltura ceca, la residenza vescovile. Consiglio utile: ideale da visitare durante il “Litoměřǐce vinobrani”, la celebrazione del vino che si tiene a settembre nel cuore della città reale con il suggestivo mercatino e le rievocazioni storiche. So good!

 

Cosa Fare

  • Coal Safari a Most

Most è la cittadina dai due volti. Sfruttata intensamente per l’estrazione del carbone, si è"rc_8" dovuta ricostruire dalle fondamenta. Quello che oggi il turista può ammirare di questo paesino è proprio la sua doppiezza: da un lato la nuova Most, che ha fatto del verde il manto su cui ricostruire le sue abitazioni, dall’altro le cave di carbone in cui tutt’oggi si continuano ad effettuare estrazioni. Il mio consiglio personale è di non lasciarsi sfuggire nessuna delle “due Most”. Sia la verdeggiante Most, con il suo ippodromo, il lago, i manti erbosi che occupano la gran parte della superficie e le lussureggianti colline, sia il tour nelle miniere di carbone a cielo aperto.

"rc_9"Perché? Perché è interessante e divertente. Le visite organizzate per i turisti avvengono a bordo di un furgone militare della capienza di una quindicina di persone, costrette, per ragioni di sicurezza, ad indossare il tipico caschetto di protezione per evitare eventuali incidenti dovuti alla caduta di massi di carbone mentre le macchine sono all’opera. Macchinari di dimensioni impensabili che estraggono, frammentano e trasportano tonnellate di carbone, e che non superano i sei impiegati l’una nelle loro manovre e manutenzione. Curiosità: nel 1975 la Chiesa della Vergine Maria Assunta, a seguito della distruzione della città vecchia a causa delle intense estrazioni, dato il suo valore architettonico, fu spostata di 841m… sulle rotaie!

  • Parco nazionale della Svizzera Boema – Národní Park a České Švýcarsko

Il mio vivo consiglio è di indossare una tenuta e delle scarpe comode e, zaino in spalla,"rc_10" godervi una sana passeggiata in questa rigogliosa e selvaggia natura, in cui rocce e alberi secolari la fanno da padrona. Tra gli scenari più belli, raggiungibile in soli 2km di percorso, c’è la Porta Pravčická, il più grande portale naturale in pietra d’Europa. Arrivare sin qui vi lascerà senza fiato, e non per via dello sforzo fisico che è minimo, ma per la maestosità di questa gemma offerta da madre natura: un arco in arenaria largo 27m e alto 21m. E se la salita vi ha provato dapprima nel fisico e poi nello spirito, potrete sempre trovare ristoro presso il Nido del Falco, uno splendido palazzo dotato di bar, toilette e ristorazione costruito proprio di fianco alla Porta Pravčická.

  • Degustazione dei vini locali

"rc_11"A dirla tutta, per gusto personale, io continuo a preferire la birra al vino ceco. Sarà per via di una sorta di campanilismo nei confronti delle uve italiane, fatto sta che io un calice di Müller Thurgau o Sauvignon prodotti a Velké Žernoseky o nella Moravia Meridionale, lo sostituirei con piacere con un Negroamaro o un Primitivo. Ciononostante va riconosciuto l’impegno da parte dei viticoltori cechi nel realizzare prodotti che possano, secondo altri, ritenersi competitivi su scala europea. Oltre a questo, è un’esperienza interessante l’esplorazione, con annessa degustazione, dei vini prodotti a Velké Žernoseky, ad esempio. Qui la viticoltura è di casa dal XIII secolo, quando i frati cistercensi vi costruirono le prime cantine conservatesi sino ad oggi. Si continua a far maturare il vino nelle tipiche botti di quercia e, all’interno del castello locale, ogni anno viene organizzata la vendemmia.

E se doveste trovarvi d’accordo con me nel continuare a preferire le uve italiane, ringraziate con garbo i padroni di casa, sempre gentili e cordiali nel tipico stile ceco, e andatevi ad ordinare una pinta di Malastrana o di Pilsner Urquell.

Dove mangiare

Ristoranti

  • Vetruse – Usti nad Labem

Delizioso ristorante e albergo che si affaccia sul fiume Elba permettendo la vista"rc_12" mozzafiato sulla cittadina di Usti nad Labem e sul Marianski Bridge, capolavoro dell’architettura moderna inaugurato nel 1998. Elegante e raffinato, tanto nell’arredamento quanto nel servizio e scelta del menù, il ristorante Vetruse offre alla clientela una vasta scelta di piatti tipici davvero deliziosi.

  • Radnični Sklipec – Litoměřice

"rc_13"Ve lo suggerisco in primo luogo perché è nel cuore della splendida piazza di Litoměřice, in secondo luogo per via delle sue suggestive cantine tre piani sotto terra che, il gentile proprietario, sicuramente sarà lieto di mostrarvi su richiesta accompagnandovi nei loro tortuosi meandri. L’impressione è un po’ quella di una discesa negli inferi senza via d’uscita, il tour merita però. Il consiglio è di indossare qualcosa di pesante perché, ve lo posso assicurare, l’umidità non è trascurabile. Il ristorante stesso si articola su tre piani diversi e la cucina non è affatto male, vi sorprenderà in particolare la rivisitazione in chiave moderna delle pietanze tipiche.

  • Hnevin – Most

Dieci al panorama, nove alla cucina. Vi è sufficiente? Se non dovesse bastarvi vi motiverò"rc_14" anche la ragione dei generosi voti. Innanzitutto al ristorante si accede attraverso le mura del meraviglioso castello di Most, sulla cima di una lussureggiante collina da cui la vista della città è incantevole. Dopodiché la cucina merita. Non che ci sia questa grande varietà nell’offerta, ma tutti i piatti presenti sulla carta non deludono, parola di italiana! Non mancano piatti con ingredienti nostrani ma che, di nostrano, in realtà hanno ben poco, come la zuppa di pomodoro, mascarpone e basilico o il pollo farcito con mozzarella “toscana” e prosciutto cotto. Ok, non saranno piatti propriamente tipici italiani ma posso assicurarvi che vi leccherete i baffi. E poi, siete pur sempre in Repubblica Ceca! La cucina italiana vi aspetterà al vostro ritorno!

  • Klášterní Pivovar – Praga

"rc_15"D’accordo, è vero: vi avevo promesso un piccolo tour nei dintorni di Praga, evitando di parlare della “madre delle città” su cui già in tanti si sono abbondantemente espressi. Per senso civico, però, non posso evitare di suggerirvi questo ristorante-birreria a due passi dal castello e di fronte alla Biblioteca di Strahov con la sua preziosa libreria in legno di noce che arriva sino al soffitto, con più di 200.000 libri di cui 3000 manoscritti. Ma torniamo al ristorante. Perché non perderselo? Semplice: per via dell’ottima birra artigianale e dei piatti offerti dal menù, la maggior parte dei quali a base di birra. Squisita la carne, i formaggi e il tipico gulash servito in un cestino di pane. Consiglio: dimenticate il vino e abbandonatevi ai luppoli di questa antica birreria monastica.

Bene, il viaggio è terminato. Il mio augurio è di essere riuscita a suggerirvi validi percorsi alternativi che per un attimo vi facciano dimenticare le meraviglie di Praga per scoprire come, anche all’esterno della capitale, sia facile stupirsi e respirare un’atmosfera altrettanto romantica che vi ruberà il cuore dimostrandovi come la Repubblica Ceca possa offrire scenari diversi e sempre nuovi. Siate curiosi.