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"taranto1""Si chiama ittiturismo l’altra possibilità per Taranto, città dei due mari". Ne è convinta l’associazione "Made in Taranto" che propone alle istituzioni locali, alle parti sociali, all’imprenditoria, di puntare sulle tradizioni e le opportunità che offre il mare per diversificare lo sviluppo di una città colonizzata dalla grande industria e alle prese con l’emergenza ambientale e sanitaria.

L’ittiturismo "integra – spiega il referente dell’associazione, Gianluca Lomastro – l’attività dei pescatori con una serie di servizi a terra. In tutta Europa e anche oltre, le antiche case dei pescatori vengono trasformate in punti di ristoro, musei del mare, ristorantini e centri di scambio culturale e ricreativo. In tal modo si valorizzano tutti gli aspetti socio-economico-culturali legati al mondo dei pescatori. Molteplici le chiavi di lettura: fliera corta, kilometro zero, turismo eco-sostenibile, ambiente e cultura".

Taranto "ha dunque – aggiunge – una grande opportunità. Possiede uno dei borghi dei pescatori più belli al mondo, apprezzati da numerosi turisti nonostante l’attuale stato di abbandono in cui versa la Città Vecchia. Imprenditori possono formare cordate in "taranto2"collaborazione con gli stessi pescatori". Si riscoprirebbe "una nuova vocazione, quella del mare, il vero, autentico punto di ri-partenza di questa città". Lomastro ricorda infine che "’Made in Taranto’ ha qualche mese fa lanciato insieme a Jonian Doplhin Conservation ed Enza Tomaselli il progetto de "Le Terre dei Delfini" che già comprende queste idee. Sarebbe bello – conclude – ragionarle insieme, affrontando il futuro con la grinta che serve ed un occhio all’ambiente, alla storia, al recupero di quel che Taranto è sempre stata: una città di mare".