Tempo di lettura: 5 minuti

"p5"“Una società senza memoria è una società senza futuro”.

Una frase che si sente spesso e che, seppur possa sembrare banale, non manca certo di veridicità. Eppure, ironia della sorte, sembrerebbe proprio che spesso e volentieri ci si dimentichi di quanto una memoria storica sia necessaria ed indispensabile per un’evoluzione perché non c’è futuro senza passato.

Preservare la memoria dalle angherie del tempo è l’obiettivo che si è prefissato il giovane progetto editoriale barese LB Edizioni che, dallo scorso aprile, ha iniziato la sua attività di recupero e diffusione di quel ricco patrimonio di testi inediti, o editi ma poco conosciuti, custoditi nelle biblioteche pubbliche e private sparse sul territorio nazionale. In una realtà che corre veloce e in cui tutto è reso più facilmente accessibile dalle risorse web e dalle moderne tecnologie, Luigi Bramato, responsabile legale di LB Edizioni, ha pensato bene di sfruttare il digitale come valido strumento attraverso il quale poter riportare alla luce questi piccoli tesori sommersi, e che altrimenti rischierebbero l’oblio, ri-editandoli sotto forma di ebook così da renderli disponibili ad un pubblico più ampio di fruitori."p4"

È in quest’ottica che giovedì 23 luglio LB Edizioni ha presentato il suo ultimo prodotto: l’ebook “Puglia. Società di Navigazione a Vapore”, il cui testo originale, risalente al 1904 per le edizioni dei Fratelli Pansini, è tutt’oggi conservato nella Biblioteca Provinciale di Bari. L’occasione è stato un ottimo pretesto per riportare a galla uno dei capitoli memorabili della storia di Bari e della Puglia: la nascita della prima società di navigazione, la “Puglia”, appunto. Ad onor del vero, l’impresa a cui nel 1876 diedero vita Giuseppe Moscelli e Giuseppe Scorcia, non detenne il primato come ideazione. Era stata, infatti, preceduta da un’altra società sorta l’anno prima ma che ebbe breve vita. Ciononostante i meriti della Società Puglia restano inequivocabili: la prima organizzazione ad essere finanziata da privati, la prima a dotare la regione di una flotta che arrivò a contare ben 21 piroscafi, la prima ad inaugurare i collegamenti del Tacco dello Stivale con l’America Meridionale ed il Levante. Il testo è l’accorato encomio da parte dell’autore (che ha celato la sua identità dietro lo pseudonimo de Il Marinaio dell’Araldo) alla grandiosa impresa della Società Puglia e ad una figura, in particolare, che le diede l’anima: il Comm. Saverio Milella. Giovanissimo quando Moscelli e Scorcia, riconoscendo le sue capacità nella mercatura e le sue qualità umane, lo vollero al loro fianco nell’impresa, Milella investì tutte le sue energie nella società, divenendone anche presidente e risollevandola "p1"dalle acque agitate delle due grandi crisi che visse a cavallo tra l’Ottocento e i primi del Novecento. Meraviglioso esempio di passione, impegno ed ingegno.

La presentazione dello scorso giovedì è stata un’ottima occasione per dar vita ad un vivace confronto sul tema del mare, in una città che come Bari, parrebbe essere “una città sul mare” piuttosto che “di mare”. Un comune che è uno splendido balcone sull’Adriatico e che nello stesso trova buona parte della sua identità ma che, ciononostante, sembrerebbe essersi dimenticato di questa enorme ricchezza in suo possesso. Presenti all’incontro in qualità di relatori Luigi Bramato (direttore responsabile LB Edizioni), Enrica Simonetti (scrittrice e giornalista), Nicolò Carnimeo (esperto e docente di Diritto della Navigazione) e Antonio Ranieri (presidente Assonautica). Quest’ultimo, per l’occasione, ha aperto le porte della sua Nautica Ranieri per ospitare, in questa suggestiva e meravigliosa cornice, quanti non hanno voluto mancare all’appuntamento con la storia. In tanti, infatti, non hanno voluto perdere l’occasione per ricordare insieme quanto sia stata importante quello che ha rappresentato la Società Puglia per la loro città. Cittadini amanti della loro terra che hanno rimandato qualsiasi impegno pur di esserci, dando dimostrazione del loro vivo interesse e saldo legame con Bari."p2"

Protagonista assoluto di questo piacevole pomeriggio è stato il mare, quel mare che troppo spesso è trascurato e maltrattato, ridotto ad una latrina a causa dell’inciviltà e disinteresse di tanti. Si è parlato della Società Puglia e di quanto, oggi, manchino personalità come quelle dei suoi fondatori, altrettanto appassionate e decise a far cambiar rotta al destino della propria cittadina. Si è discusso dello stato del porto, di quanto sia necessario un suo pronto recupero, sia economico che culturale, si è parlato del Faro di San Cataldo, altra gemma in possesso della città di Bari, e ci si è chiesti come mai il capoluogo di regione non sia dotato di uno spazio adeguato ad accogliere la miriade di testimonianze sparse inerenti il suo rapporto storico col mare. Tra il pubblico presente anche lo storico Felice Giovine che ha mostrato preziosi documenti attestanti l’attività della Società Puglia, gli operatori culturali Paola Di Marzo (ArtA) e Maurizio Gatto (Cut Surf) ma anche tanti spettatori pronti a rivendicare il loro senso di appartenenza al territorio e la loro voglia di partecipazione ad una sua rivalorizzazione.

"p3"Guidati dalle competenze della Simonetti, Carnimeo, Ranieri e Bramato, la presentazione si è ben presto trasformata in un felice momento di condivisione, per ripercorrere il passato guardando al futuro. Peccato solo che siano mancate proprio le istituzioni, quelle istituzioni che dovrebbero rendersi garanti delle istanze cittadine ma che non hanno potuto ascoltare gli appelli lanciati dal pubblico presente, come appunto l’esigenza di dotare Bari di una sua casa del mare, un museo alla pari di quello di Genova, Barcellona, Trieste e tante altre città portuali. Un luogo in cui possa trovare adeguata sede anche la splendida riproduzione del piroscafo “Città di Bari” (acquisito dalla Società Puglia), oggi ottimamente conservato presso il Museo Civico Storico della città. Si parla di un progetto di riqualificazione del tessuto urbano che miri a trasformare in nuovi contenitori culturali il Teatro Margherita, la Sala Murat e l’ex Mercato del Pesce, eppure, su un possibile museo del mare tutto tace. “Ripartire dal porto per fermare il declino della città”, questo l’appello di Nicolò Carnimeo. La speranza è che, chi di dovere, si ponga in ascolto e si erga realmente come “faro” per una nuova rinascita di Bari proprio a partire da quel mare che conserva i capitoli migliori della sua storia e potrebbe regalargliene di nuovi, altrettanto degni di memoria.