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"wh3"Viaggiare è molto più che fare una valigia e partire: è un’esperienza fatta di emozioni e che coinvolge corpo, mente e anima. È con questo spirito di scoperta che nasce l’ultima scommessa targata Uvet, dal nome evocativo: World Heritage, un tour operator nuovo di zecca con l’unica, grande ambizione di accontentare chi per natura non si accontenta. Il target di riferimento è infatti quello medio-alto, sia dal punto di vita culturale che economico, da soddisfare attraverso itinerari ad hoc, studiati su misura per essere non convenzionali ma comunque "comodi" (con particolare attenzione a mezzi di trasporto, distanze percorse e alberghi) e organizzati per piccoli gruppi.

"Sono viaggi per viaggiatori consapevoli", dice Piergianni Addis, che sta curando il "wh1"progetto, "World Heritage rappresenta un modo per riportare in primo piano quella cultura del viaggio che purtroppo ormai si è persa: siamo convinti che per entrare in simbiosi con un Paese, per conoscerlo veramente, serve qualcuno che ti ci faccia immergere". La novità infatti sta tutta nel "carattere" del viaggio, quel tocco in più dato direttamente da esperti riconosciuti (archeologi, studiosi, autori di libri), specializzati in un determinato Paese o in Continente, che avranno l’incarico di guidare il gruppo: un vero e proprio valore aggiunto, perché, afferma Addis, "i nostri accompagnatori sono competenti e appassionati viaggiatori, vere e proprie guide che conoscono a fondo il territorio".

"wh4"Etiopia, Uganda, Rwanda, Marocco (destinazione però ora a rischio dopo gli ultimi fatti tunisini), Madagascar, Turchia, Giordania, e poi Iran, India, Laos, Cambogia, Mongolia e Cina: qui, lontano dal turismo di massa, si muovono i primi itinerari, a costruire percorsi nei quali le parole d’ordine sono due, conoscenza e condivisione.

Ecco allora che nel "tempo del viaggio" i partecipanti potranno immergersi nell’atmosfera di una festa locale, condividere pensieri ed emozioni con la gente, partecipare a un evento folkloristico, scoprire odori e sapori di un popolo, toccare con mano antiche tradizioni. O semplicemente perlustrare un territorio con l’obiettivo di viverlo in profondità, tra deserto e oceano, laghi e montagne, antichi templi, maestosi castelli e villaggi rurali.

"Nei nostri itinerari coniughiamo l’aspetto naturalistico con quello culturale, senza separarli perché non ha senso farlo", spiega ancora Addis, "il nostro è un turismo sostenibile e che mette comunque sempre al centro la sicurezza del viaggiatore".