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"radi2"In un contesto di intatta e straordinaria bellezza, il bosco secolare sopra Arezzo, Santa Maria a Pigli, si è svolto un evento che ricorderemo a lungo. Gli artefici sono stati David Rossi e Roberto Burroni, titolari della Toscobosco, una società di successo specializzata nella selezione di tartufi e creazione di specialità gastronomiche a base di essenze naturali della terra, soprattutto tra gli chef più noti al mondo.

La scusa era quella di presentare una nuova linea di specialità pensate selezionando i migliori tuberi e radici dei boschi: RadicidiToscana/RootsofTuscany. Gli ospiti scelti tra alcuni giornalisti, importatori, distributori e clienti d’Europa sono arrivati al calar del sole e hanno goduto di un’ impareggiabile vista sulla Val di Chiana e a monte il bosco. All’imbrunire è partito uno spettacolo, “Son et lumière”, che ha rievocato con toccante emozione i momenti cruciali del secondo conflitto mondiale che anche qui portò morte e
distruzione. La famiglia di David Rossi fu direttamente colpita da questa tragedia: era il 29 giugno del 1944 quando, a seguito dell’eccidio di Civitella, dove persero la vita tutti gli uomini del paese, oltre 400, la nonna Gemma per preservare quanti più ragazzi adolescenti possibile, scappò nei boschi dove li nascose e li nutrì per oltre due settimane. Da questa vicenda nacque l’idea di tramutare in positivo un’esperienza angosciante.

Gli chef attori di questa prima serata di presentazione sono stati scelti con personalità estremamente differenti tra loro:

Simone Cipriani del Santo Graal di Firenze, ama scegliere ingredienti poveri e riprende "radi3"la tradizione per arrivare a un prodotto nuovo e affascinante nel rispetto della storia. Ci ha deliziato con il finger food “Gnocco fritto di sedano rapa con gorgonzola del casentino e acciughe” e “Le mie radici”.

Sara Preceruti dell’Antico Crotto di Porlezza sul Lago di Como, enfant prodige in rosa, la più giovane chef stellata d’Italia. Il suo finger food: “Crema fredda di topinambur con riduzione di salsa di soia”. Il suo piatto: “Salmone affumicato e insalatina di crescioni e carpaccio marinato con strega al peperoncino e spuma di scorzanera”.

Erika Bergheim vive e opera nello  “Schloss Hugenpoet”, ama il green e ha scelto la strada del bio, anche attraverso il suo orto all’interno del castello. Le specialità di Erika sono state: "Daikon albicocca e anatra affumicata” come finger  e  “Daikon sesamo crescione sashimi di loup de mer”.

Michelino Gioia del Relais&Chateaux Posta Vecchia di Palo Laziale segue due regole fondamentali: valore per l’aspetto naturale del prodotto e rafforzamento del legame con il territorio. Michelino ha preparato il finger “Cips di manioca aromatizzata” e “Crema di carote con zenzero ricotta”.

Fernando Del Cerro del “Casa Josè” di Aranjuez vicino a Madrid, ha approfondito una cucina che dà ampio risalto a tutto ciò che nasce non solo sopra, ma anche "sotto la terra". Le doti di Fernando per gli ospiti: il finger “Scorzonera e liquirizia” e “Crema di topinambur con spuma di civet di cacciagione”.

"radi1"Tomohiro Uido del “Le Village” nella regione parigina: le sue ricette rappresentano l’unione tra la gastronomia francese e le tecniche  asiatiche. I suoi piatti sono il frutto di due culture e di abbinamenti audaci e di una tecnica infallibile, esempio sono stati il suo finger  “Barbabietola rossa allo yogurt”  e “Sogno di sei radici in ratatuille”.

Una serata così emozionale non sarebbe stata possibile se non ci fossero stati partner d’eccezione come: Giuseppe Mascitelli, regista, e Antonio Faccenda, audio video, di Filmare Group, le immagini di My Vision di Daniele Di Francesco, gli allestimenti floreali di Liudmila Musatova, la grafica di MB Artwork di Marco Balò, Michele Spigarelli di “Città in Internet”, i vini di Tenimenti Luigi D’Alessandro di Cortona e lo Champagne De La Motte, i professionali bartender dell’AIBES di Arezzo e sommelier,
coordinati da Emanuele Gallorini, la “Marco Fara Events” per la splendida location di Santa Maria a Pigli e il catering “Il Preludio”. Un particolare ringraziamento ad ALMA-Scuola internazionale di cucina italiana, nelle persone di Giovanni Ciresa, direttore didattico, ed Eliana Mennillo, responsabile comunicazione. Il tutto presentato dal giornalista Luigi Cremona e ideato e coordinato editorialmente da Lorenza Vitali.