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"gazz1"Da quest’oggi inizia una nuova rubrica su LSDmagazine, a cura di Nicola Mascellaro, dedicata alla storia del quotidiano simbolo del sud Italia: la Gazzetta del Mezzogiorno. Lo storico barese ripercorrerà le tappe fondamentali che hanno reso grande l’editoriale barese, dalle sue origini sino al recente trasferimento nella vecchia sede di Piazza Aldo Moro a Bari. Un appuntamento che si rinnoverà ogni domenica per ricordare, insieme, più di un secolo di storia della nostra cultura attraverso il quotidiano che ne è stato il portavoce.

 

In questi giorni si è parlato tanto delle "vicende interne" della Gazzetta, compreso il ritorno nella vecchia-nuova casa, che hanno portato i lavoratori del giornale ad uno sciopero di 48 ore e alla proclamazione di altri due giorni, per il 31 maggio e 1° giugno, poi sospesi non perché i problemi che da qualche anno affliggono le maestranze sono stati risolti ma, come sempre, per puro senso di responsabilità verso la cittadinanza al quale la Gazzetta ormai appartiene.

Si "appartiene" senza alcuna retorica. Alo stesso modo in cui l’Ora appartiene ai siciliani, Il Mattino ai napoletani, il Corriere della Sera ai milanesi, La Stampa ai torinesi e così via.

Quando un quotidiano ha rappresentato e rappresenta la voce del Mezzogiorno e della Puglia in particolare da cinque generazioni, per cento vent’otto anni, diventa parte delle nostre famiglie, della nostra gente, è patrimonio comune e dunque le "vicende interne" della Gazzetta diventano di comune interesse.

Lo dimostra la sua storia, che raccontiamo in breve, nata dall’amore dei padri fondatori per Bari, per la Puglia, al fine di partecipare ad un processo di crescita sociale, culturale e imprenditoriale che ancora oggi ci vede ai margini della considerazione nazionale. Ed è amaro constatare oggi l’indifferenza della classe politica-imprenditoriale verso uno strumento di notevole pressione sociale quale è un organo d’informazione.

I Pionieri

Normalmente un quotidiano nasce per dar voce ad una formazione politica, per sostenere "gazz2"un’ideale, un progetto economico o imprenditoriale, mai per passione e amore. Eppure, il giornale che migliaia di pugliesi acquistano ogni giorno, che rappresenta la continuità culturale e professionale del Il Corriere delle Puglie e della Gazzetta di Puglia, nasce dalla passione per il giornalismo del primo direttore-proprietario, Martino Cassano, e dal suo smisurato amore per Bari che egli chiama "Regina delle Puglie".

Cassano, nato a Bari nel 1861, figlio unico di un noto magistrato, ha 19 anni quando il padre lo iscrive all’università di Napoli per seguire le orme del genitore. Gli compra il biglietto di viaggio, gli consegna una nota di credito per il Banco di Napoli e lo accompagna alla stazione.

Martino parte ma non ha alcuna intenzione di fare l’avvocato, né è pensabile contraddire il padre: "il giovanotto aveva nel cerebro il baco del giornalista", scrive il poeta Armando Perotti. Così Cassano giunto alla stazione di Napoli cambia marciapiede e "fè vela per la Capitale".

Redattore della Gazzetta di Sicilia, collaboratore del Fanfulla, direttore della rivista Nuova Antologia all’inizio del 1885 Cassano, che ormai ha 24, riceve la visita di una delegazione di commercianti baresi latori di una proposta: siamo disponibili ad offrire i mezzi necessari per fondare a Bari un quotidiano. Cassano, non se lo fa ripetere due volte. E, nell’estate dello stesso anno torna a casa e scopre amaramente che gli aiuti promessi sono svaniti: i commercianti baresi, dopo aver fatto quattro conti, realizzarono che investire in un quotidiano non sarebbe stato il migliore degli affari. I profitti apparivano dubbi sia a breve sia a lungo termine. Insomma "l’affare" non era conveniente.

Cassano, però, aveva chiuso i rapporti con la Nuova Antologia né intendeva lasciare la "sua" città. Perciò, mette insieme i suoi risparmi e con l’aiuto del genitore, ormai rassegnato ad avere un figlio giornalista e non avvocato, nel novembre del 1885 fonda La Settimana, un periodico settimanale di quattro pagine e di piccolo formato "tale che un giornale cittadino si compiace di definirlo rachitico".

"gazz3"Il successo è così clamoroso che due anni dopo annuncia il varo di un quotidiano. Il primo novembre del 1887, strilloni e edicole diffondono in città Il Corriere delle Puglie quattro pagine di grande formato questa volta. Nell’editoriale del primo numero, dal titolo Ho l’Onore, Cassano scrive: "per una città di 60mila abitanti, un buon giornale è l’affermazione della propria forza. E Bari non conseguirà mai, in faccia al Paese ed al Governo, la considerazione che gli è dovuta se non provvede a colmare in modo degno questa profonda lacuna".

La prima redazione è in via Abate Gimma 59, due stanze illuminate da lampade a gas. Lo stampa la tipografia dei Fratelli Pansini. Quante copie? Non si sa. È distribuito solo in città i cui abitanti hanno un grado di alfabetizzazione all’epoca molto basso.

Continua domenica 21 giugno.