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"wp1"Torna in Puglia World Press Photo. Dopo il successo dello scorso ottobre, in cui si è registrato un afflusso di circa 32 mila visitatori, l’Associazione CIME  riporta a Bari la Mostra Fotogiornalistica Internazionale. Vito Cramarossa e Francesco Muciaccia, responsabili di CIME, hanno sottoscritto con la Fondazione olandese World Press Photo un contratto di tre anni in esclusiva per Puglia e Basilicata.

Trovarsi qui, in un luogo su cui l’amministrazione sta investendo da tempo, dopo meno di un anno a celebrare la II edizione barese di World Press Photo, che ritorna in città grazie all’intuizione di un gruppo di visionari nostri concittadini, è emozionante”. Lo ha dichiarato Silvio Maselli, assessore alle culture del comune di Bari, durante la conferenza stampa tenutasi nel foyer del Teatro Margherita. “Gli amici di CIME hanno "wp3"riproposto alla nostra attenzione questa mostra, importante in primis perché lo strumento di comunicazione scelto è la fotografia – ha continuato Maselli –  tra tutti il più potente, la forma che consente di stabilire con lo spettatore un discorso più profondo di qualsiasi forma artistica. In secondo luogo, le foto di World Press Photo sono racconti incisivi di un’intera umanità. Bari è una città fatta di differenti culture, di mille sguardi  e sensibilità. E dietro c’è un’ideologia, quella dell’apertura, della condivisione, del perdersi nel mare senza cercare necessariamente una meta o la propria Itaca. Ma perdersi nel gusto di cercare sempre. Questo fanno le foto di World Press Photo e gli operatori culturali come CIME, che partono per viaggiare, cercando strane nuove”.

Alla conferenza ha partecipato anche Luigi Montemurro, direttore territoriale Puglia UBI Banca Carime, sponsor principale della mostra. "Riteniamo che World Press Photo sia interessante per i suoi contenuti. È sui generis che una banca sostenga tali iniziative, dove non vi è profitto. Ma i contenuti valoriali sono per noi più importanti – ha spiegato Montemurro – . Come banca abbiamo deciso di dare un contenuto sociale a ciò che facciamo, con l’obiettivo di cambiare l’immaginario collettivo che vede una banca come un usuraio legalizzato”.

Presenti per CIME gli organizzatori della mostra Cramarossa e Muciaccia. Sono intervenuti, inoltre, Vito Palumbo, responsabile comunicazione per Acquedotto Pugliese, altro sostenitore di World Press Photo Bari insieme ad Acmei, e ancora  il fotoreporter Manoocher Deghati e Vittorio Palumbo, direttore creativo dell’evento.

Per festeggiare questa importante firma, è prevista in occasione dell’inaugurazione di “World Press Photo 2015”, che si terrà nel foyer del Teatro Margherita mercoledì 10 giugno alle ore 20.30, un vernissage di musica, poesia e visual art a cura di “Poesia in Azione” con Silvana Kuhtz, Raffaello Fusaro, Matthew Watkins e Laura Van Lindt. Il capoluogo pugliese ospiterà la mostra-concorso da giovedì 11 giugno a domenica 5 luglio, tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 23.00. È prevista un’area parcheggio per bici e carrozzine. A partire dalla sera dell’inaugurazione, il contributo per l’ingresso è di 3 euro (entry free per i bambini e i ragazzi sino a 14 anni). Un modo per valorizzare le risorse, tutte professionalità pugliesi in media under 40, che CIME ha messo in campo già dalla prima edizione creando rete sul territorio.

"wp4"L’idea di portare in Puglia la mostra è nata dall’incontro tra CIME e Paul Ruseler, project manager di World Press Photo. “Uno dei motivi principali che ci ha spinto a scegliere Bari come una delle sedi di World Press Photo 2014 – dichiara Ruseler – è stato l’incontro con i responsabili di CIME. Ci hanno mostrato il lato magico di questa terra, su cui abbiamo intuito valesse la pena investire. Abbiamo affidato loro la mostra sicuri che gli standard di qualità con cui nel mondo viene presentata al pubblico fossero rispettati. Inoltre, riteniamo che questo sia un luogo di cultura dal potenziale enorme”. Una scelta per cui la fondazione ideatrice della mostra ha optato comprendendo anche che al centro del Mediterraneo “World Press Photo” assume un carattere particolare. E non solo per la posizione geografica della Puglia. A Bari la mostra ha un valore aggiunto, dato dalle installazioni che la rendono unica nel suo genere.

L’installazione diventa narrazione e non una semplice scenografia. È un lavoro collettivo dal titolo “Un’altra sponda”. Una flotta di sette barconi di carta, che riproducono la barchetta solitamente costruita dai bambini, sarà collocata intorno al teatro e inviterà tutti al viaggio, alla scoperta, a guardare ciò che chiede di essere visto sull’altra sponda e ad abbandonare l’indifferenza che inibisce all’accoglienza. Tema che si sposa perfettamente con “World Press Photo”, che non conosce confini e attraversa senza soste gli angoli del pianeta per raccontare attraverso gli scatti dei più celebri fotoreporter il clou dell’attualità internazionale.

L’evento, organizzato dall’Associazione CIME (Culture e Identità Mediterranee), attiva da anni nella promozione turistica e culturale del territorio pugliese in Italia e all’estero, è realizzato in collaborazione con la fondazione olandese “World Press Photo”, ideatrice del concorso internazionale di fotogiornalismo. Saranno esposti 150 scatti di 45 noti fotoreporter, pubblicati su alcune delle testate internazionali più prestigiose, come Time, Le Monde, New York Times, The Guardian e National Geographic. Otto i fotoreporter italiani che hanno vinto i premi “World Press Photo 2015” nelle varie categorie.

Ogni anno dal 1955 l’omonima fondazione indipendente con sede ad Amsterdam espone le fotografie vincitrici delle diverse categorie (general news, spot news, contemporary issues, daily life, portraits, nature, sports), in una mostra che attraversa i cinque continenti, registrando da sempre milioni di visitatori. Le foto vincitrici diventano parte di una mostra itinerante che viene allestita in un centinaio di sedi diverse nei 45 Paesi nei quali fa tappa. Un’occasione imperdibile per poter ammirare le immagini che hanno illustrato gli avvenimenti rilevanti del nostro tempo. Annualmente viene anche prodotto un catalogo, (disponibile a Bari nella location che ospita la mostra), con tutte le fotografie premiate, stampato in sette lingue diverse e distribuito in tutto il mondo.

Per questa edizione Vittorio Palumbo, designer e creativo barese che ha curato la progettazione e la direzione creativa dell’evento anche lo scorso ottobre, questa volta in collaborazione con Inuit, ha scelto di lavorare su due foto: la foto vincitrice del danese Mads Nissen, che ritrae una coppia di omosessuali russi in un momento di intimità, e quella del fotoreporter Massimo Sestini dal titolo “Operazione Mare Nostrum”, in cui si vede dall’alto un barcone con 227 migranti durante il salvataggio della Marina Militare a largo delle coste della Libia. Da qui il titolo dell’installazione “Un’altra sponda”.

Un’anticipazione: Sestini, vincitore del 2° premio General News del World Press Photo of the Year, sarà protagonista il 29 giugno a Bari di un evento collaterale alla mostra. L’iniziativa è work in progress.

“Da una parte una diversità che spaventa, che non vogliamo guardare, perché l’amore tra "wp5"due persone dello stesso sesso è incredibilmente vissuto ancora come minaccia da chi non crede nella multiforme e meravigliosa complessità delle relazioni umane – spiega Palumbo – dall’altra una alterità sognata che muove ogni anno milioni di persone disperate a salire sui barconi, a lasciare la propria terra per raggiungere un’altra sponda, per cercare nella nostra diversità la propria salvezza. Da questa parte del mare, in questa città, di chi è omosessuale si dice ‘è dell’altra sponda’. La diversità è solo una questione di confini mentali, un incrocio di sguardi sulle sponde dello stesso mare  – continua – tra chi guarda in lontananza e a questa sponda tende per salvarsi e cambiare vita, e chi, invece, non vuole o non sa vederla quella diversità perché contattare ciò che è diverso è rischioso, fa pensare, vuol dire mettersi in discussione fino ad uscire dai propri confini”.

Un gruppo di migranti realizzerà, infatti, durante le giornate di allestimento una barca di carta di circa 8 metri, che sarà collocata al centro del teatro. Il designer, che guiderà i migranti nel laboratorio, racconta che “questa barca di Babele, che mescola origini, suoni e voci diverse riprodotti in una installazione sonora, diventa un’arca della speranza e della pace, simbolo di un viaggio possibile, coraggioso e necessario che è giunto ormai il tempo di compiere per restare umani”.

In mente molti progetti per far crescere questa opportunità. Uno degli obiettivi di CIME è far divenire “World Press Photo” un contenitore di eventi collaterali che siano rivolti non solo a fotografi, ma anche a giornalisti.

Intanto, per l’edizione 2015, il fotoreporter di fama internazionale Manoocher Deghati impreziosirà il programma dell’esposizione con un workshop tecnico dal titolo “Professione fotoreporter: dall’idea progettuale alla sua pubblicazione”, che "wp2"avrà luogo al Teatro Margherita il 22 giugno. Sarà focalizzato sulle tecniche di organizzazione e sviluppo di un progetto fotografico in tutte le sue fasi, a partire dalla idea progettuale fino alla sua realizzazione individuando modalità e strategie di presentazione del proprio progetto ad editori o altri potenziali clienti. Deghati renderà disponibile la sua decennale esperienza anche per la lettura dei portfolio di professionisti ed amatori della fotografia che si iscriveranno: due le giornate previste, martedì 23 e mercoledì 24 giugno (ore 9-12; ore 15-18). Informazioni e prenotazioni su info@worldpressphotobari.it oppure presso l’info point all’interno del Teatro Margherita.

Manoocher Deghati, iraniano, è uno dei fotoreporter che ha ottenuto più riconoscimenti nel campo del fotogiornalismo di guerra. Ha collaborato con testate prestigiose come National Geographic, Time, Life Press, Newsweek, Figaro, Marie-Claire. Con i suoi scatti ha documentato in maniera crudele i momenti più drammatici della storia recente vivendo in Iran, in Francia, a Los Angeles e in Costa Rica.

L’edizione 2015 di “World Press Photo” vanta il patrocinio di Regione Puglia e Comune di Bari, oltre al contributo di Camera di Commercio di Bari, UBI Banca Carime, Acmei e Acquedotto Pugliese.

Parte degli allestimenti è stato realizzato anche da Pigment.

Informazioni su www.worldpressphotobari.it.