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Per il quarto appuntamento al Teatro Margherita di Bari con gli autori dei film in programmazione del Bif&st 2015 il pubblico ha potuto incontrare e porre le sue domande a Louis-Julianne Petit e Lisa Benguigui, rispettivamente regista e produttrice di “Discount” (Francia,2014) e Francesco Bruni, regista e sceneggiatore di “Noi 4”.

"lsd_1"Louis-Julianne Petit e Lisa Benguigui per “Discount” – Esordio alla regia di Petit e nelle vesti di produttrice della Benguigui, entrambi giovanissimi, il film è stato realizzato in quattro anni di lavorazione, a causa delle difficoltà incontrate nel reperire i fondi necessari alla produzione. Un altro caso a dimostrazione di quanto stia diventando difficile fare cinema ai tempi d’oggi ma, al tempo stesso, ulteriore conferma di quanto se si crede fermamente al proprio progetto e si combatte per portarlo a compimento, l’obiettivo possa essere raggiunto. “È stato difficile farlo capire per ottenere i finanziamenti per questa commedia sociale ed intelligente – spiega la produttrice – abbiamo impiegato il nostro entusiasmo e iniziato a girarlo anche senza fondi, non mollando, e alla fine ce l’abbiamo fatta”. "lsd_2"In merito alla scelta del casting e le motivazioni che lo abbiano spinto a scegliere i suoi attori, Petit risponde: “Chiedere perché hai scelto un interprete è come chiederti come hai fatto a scegliere la persona di cui ti sei innamorato. Posso solo dire che ho voluto fortemente che il film risultasse istintivo e autentico, attraverso una profonda comprensione del personaggio da parte dell’attore. Il che non necessita di una particolare fase preparatoria, lo si può fare anche parlandone davanti ad un caffè al bar. È l’autenticità ad essere fondamentale per me”.

"fb_lsd"Francesco Bruni per “Noi 4” – In concorso nella sezione “opere prime e seconde”, il film di Bruni, alla seconda prova registica dopo “Scialla” parla di una famiglia d’oggi un po’ scombinata. “È una rivisitazione romanzesca della mia esperienza di padre – commenta Bruni – Non è la storia della mia famiglia ma, ad un certo punto, ho avvertito anch’io la rottura di una certa armonia tra me e i miei figli. La famiglia è anche un luogo di frustrazione della libertà personale perché è come se fosse una piccola democrazia in cui è necessario cercare dei compromessi. Sono partito, dunque, da questa mia sensazione personale”. Caratteristica la scelta da parte del regista e sceneggiatore Bruni di far sviluppare la storia del suo film nell’arco di una sola giornata, decisione in merito alla quale afferma: “Sono sempre stato affascinato da questa forma di narrazione. Le limitazioni ritengo che siano una forza perché ti costringono ad operare entro certi confini”. Per quanto riguarda, invece, la scelta del cast che vanta la presenza di molti attori di teatro commenta: “La scelta è stata dettata in primis dall’idea di creare una famiglia fisiognomicamente credibile. Ksenia (Rappoport ndr) è stata molto collaborativa, incredibile trovare un’attrice così bella e ironica. Di Fabrizio Gifuni mi ha colpito l’eleganza, oltre che la simpatia. Lucrezia l’avevo vista recitare in uno spettacolo di Ronconi e mi aveva stupito per la sua forza interpretativa”. Conclude il suo intervento parlando dei progetti futuri che lo vedranno nuovamente impegnato nelle vesti di sceneggiatore, i film “Tutto per una ragazza” con Toni Servillo alle prese con una commedia e “Lasciati andare”, rispettivamente per le regie di Andrea Molaioli e Francesco Amato, “due film che avrei voluto dirigere io, ma di cui sono felicissimo che siano Andrea e Francesco i registi” conclude Bruni.

 

Foto di: Oronzo Lavermicocca.