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"3_lsd"Un altro appuntamento imperdibile dell’edizione in corso del Bif&st (Bari International Film Festival) è l’incontro che ogni mattina alle h.13:00 si tiene presso il Teatro Margherita con gli autori e gli attori dei film in programma. Momento saliente per chi desideri ascoltare le parole di chi alla pellicola ha lavorato e le ha dato forma e contenuto. Presenti all’incontro di lunedì i registi di due dei film in concorso, Saverio Costanzo per “Hungry Hearts” (sezione lungometraggi) e Laura Bispuri per “Vergine Giurata” (sezione opere prime e seconde), nonché il regista Mehdi Charef per il panorama internazionale con “Graziella”.

Saverio Costanzo e Alba Rohrwacher per “Hungry Hearts” – a loro il compito di inaugurare questo terzo appuntamento con gli autori e gli attori. Assieme al regista, la sensazionale Rohrwacher, protagonista del suo film e premiata con la Coppa Volpi a Venezia per la sua interpretazione. Costanzo scioglie il ghiaccio esordendo con una battuta ironica riferendosi al numeroso pubblico presente in sala, definito dal Direttore Artistico del Bif&st Felice Laudadio “il pilastro di questo festival”: “Il comune li sovvenziona? Mai vista tanta gente in un lunedì di pioggia” afferma Costanzo. Torna serio, poi, parlando della sua opera: “Il luogo di questo film è il percorso compiuto dalla protagonista, una madre accecata dall’amore per suo figlio e che, anche sbagliando, compie tutto per il suo bene. Ci sono personaggi positivi e negativi, ma io non mi schiero dalla parte di nessuno di loro, lascio al pubblico simpatizzare per l’uno o per l’altro in base alle proprie corde”. Interviene anche la Rohrwacher per condividere la sua esperienza sul set con i presenti: “La cosa più bella per me è stata poter essere diretta da uno sguardo maschile sensibile come quello di Saverio (Costanzo ndr). Mi ha consentito di interpretare il ruolo da un altro punto di vista”. A chi tra il pubblico le chiede cosa ritenga che trovino in lei i registi che la scelgono per i loro film, la Rohrwacher replica col suo fare timido e pacato: “Non saprei. Io posso solo dire cosa trovo nei registi che incontro ma non il contrario. Come il piacere che ho provato lavorando con Saverio e Laura Bispuri, registi che guardano gli attori andando oltre l’attore stesso, portandone alla luce aspetti di cui lui stesso, magari, non si accorge”. Scambio di complimenti a cui si unisce lo stesso Costanzo definendo la Rohrwacher “un’attrice che è il corpo del film” quando vi recita al suo interno, “definirla attrice – aggiunge – è anche un diminutivo per quello che mi riguarda”.

Laura Bispuri, Alba Rohrwacher, Flonja Kodheli e Marta Donzelli per “Vergine Giurata” – opera prima della talentuosa regista Laura Bispuri, presentata al Festival di Berlino, Vergine Giurata è un film in cui “personaggi femminili chiusi in gabbie corporee e di identità – afferma la cineasta – vengono accompagnati attraverso un viaggio che vada a liberarli”. L’idea è tratta dal libro omonimo di Elvira Dones, raccontato “per sottrazione” dalla cinepresa della Bispuri. La Rohrwacher afferma: “ho ringraziato Laura perché mi ha fatto il regalo di affidarmi questo ruolo, mi ha dato fiducia”. Un film che è stato realizzato nell’arco di circa tre anni grazie alla tenacia con cui la Bispuri ha lottato per portarlo a compimento. “La protagonista è il punto di partenza per compiere riflessioni a più ampio raggio. Per realizzarlo c’è stato un percorso travagliato e faticoso di circa tre anni e mezzo ma questo tempo, seppur lungo, ha permesso al film di acquisire un respiro internazionale, a livello produttivo”. Conclude l’incontro l’intervento della produttrice Marta Donzelli: “Abbiamo lasciato a Laura (Bispuri ndr) di esprimersi come meglio credesse e spero che questo sia l’inizio di un percorso insieme. Tutta la troupe ha dato il 100% nonostante le difficoltà incontrate, anche climatiche come la neve, che è stata comunque un regalo inaspettato perché Laura desiderava riprendere questi paesaggi innevati, i sogni a volte si avverano”.

Mehdi Charef e Michèle Ray-Gavras per “Graziella” – presenti il regista Charef e la produttrice Ray-Gavras che spiega come il film uscirà in Francia il 3 Giugno, il che a dimostrazione delle difficoltà incontrate per produrlo e che li hanno spinti a metter su una società di distribuzione e produzione in proprio. Quali siano le motivazioni che sono alla genesi di questa pellicola le spiega molto chiaramente il regista: “ho voluto mettere in scena persone che non hanno mezzi per sopravvivere ma non vogliono soccombere. Mi piace lavorare a contatto con realtà difficili, come quelle dei detenuti. Mi sono chiesto se, una volta fuori, quelle persone avrebbero avuto la voglia di tornare a vivere. Ho seguito il percorso di alcuni detenuti dopo essere usciti dal carcere. La cosa strana è stata vedere in loro la paura del mondo esterno e la loro incapacità di uscire oltre i confini del carcere, anche se liberi. Come accade alla protagonista di Graziella. Si tratta di persone che vorrebbero dimenticare il loro passato  ma, non avendo i mezzi per vivere, tornano indietro senza riuscire ad andare avanti”.