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"lsd1"Inizia sotto una buona stella la sesta edizione del Bif&st, il tributo alla settima arte che dal 2010, attraverso la passione e l’impegno profuso dai suoi organizzatori e dal suo soggetto attuatore (l’Apulia Film Commission), è diventato uno degli appuntamenti culturali più attesi e imperdibili dell’anno nel capoluogo di provincia pugliese. Ed è sempre un’emozione assistere a come Bari cambi veste, ogni anno, in concomitanza di questa settimana interamente dedicata al cinema, è un’emozione assistere e partecipare al clima di confronto, ascolto e dialogo con cui la comunità pugliese accoglie a braccia aperte l’evento di cui ideatore e direttore artistico è Felice Laudadio e che vanta la prestigiosa figura del Maestro Ettore Scola in qualità di presidente. L’invito è a godere delle opere d’arte cinematografiche proposte sia in sala che, soprattutto, fuori dalla stessa quando, riaccesesi le luci al termine delle proiezioni, il pubblico può prender parte attiva al film discutendone insieme e scambiandosi opinioni, perché è proprio in quel momento che si attua il fondamentale contributo dello spettatore: rendere la pellicola una realtà in carne ed ossa attraverso il dialogo sulla stessa. Il Bif&st torna a rivendicare il suo intento pedagogico in questo 2015, programmando una serie di retrospettive e lezioni dedicate ai grandi maestri del cinema, fra cui l’omaggio al grande Francesco Rosi, un regista che ha fatto scuola col suo avanguardismo, in una serie di appuntamenti mattutini al Multicinema Galleria indirizzati alle scuole. Si è iniziato oggi con la proiezione de “I Magliari”, lungometraggio del 1959 straordinariamente attuale dati i temi affrontati. Il film è stato preceduto e presentato dall’intervento di Giancarlo Vistilli, presidente della cooperativa sociale “I bambini di Truffaut”, che si è rivolto al giovanissimo pubblico per ribadire il valore artistico e civile del lavoro di Rosi: “uno dei registi più imitati che ci ha regalato immensi momenti per dirci cosa siamo, cosa eravamo e cosa saremo – spiega Vistilli – parlando di un’Italia che deve ancora arrivare”. Al centro del film una storia come tante, allora come adesso: il dramma di connazionali che tentano la fortuna all’estero avendo difficoltà nel sentirsi accettati e che, per sopravvivere, non restano immuni al fascino della corruzione e della delinquenza. Vincitore del Nastro d’Argento per la Fotografia, “I Magliari” racconta una storia che continua a ripetersi, un degrado che pare speculare a quello attuale, attraverso il ricorso ad un linguaggio molto simile a quello documentaristico. Criticato per l’immagine che restituì degli italiani, il film di Rosi si dimostra un capolavoro, nel suo essere avveniristico e profondamente efficace. Insomma: quando il cinema si rende documento e fotografia di un’epoca destinata a ripetersi, purtroppo, nei suoi grigi e nelle sue zone in ombra. Quando il cinema si rende scuola di vita. Appuntamento con le scuole a domani, sempre al Galleria (h.09:15) con “Salvatore Giuliano” (Italia, 1962).

 

Ph. Credits: Oronzo Lavermicocca.