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"La felicità è un viaggio? O una destinazione?" E’ la domanda con cui Flavio Insinna esordisce nel suo primo romanzo, "La macchina della felicità", uscito nel novembre scorso per Mondadori: il libro del popolare attore e conduttore televisivo ha dato il nome all’omonima tournèe in giro per l’Italia, che sabato 14 marzo, farà tappa a Corato, la prima delle due date programmate in Puglia. La tappa di Corato – voluta e organizzata dal Rotary Club – ha uno scopo benefico: il ricavato dello spettacolo sarà infatti devoluto all’iniziativa "Un sorriso per il Benin", finalizzata alla raccolta di fondi in favore dei bambini del Paese africano. Si tratta dell’ultimo dei progetti dei quali il Rotary – attraverso il Distretto 2120 e la Rotary Foundation – da oltre 10 anni si fa promotore per migliorare l’assistenza sanitaria, le strutture ospedaliere e la formazione del personale medico e infermieristico di vari villaggi e centri urbani del Benin. Lo spettacolo e il progetto saranno illustrati in una conferenza stampa (alle 18.00), nel foyer del Teatro Comunale, da Insinna e dai dirigenti locali del Rotary e dell’iniziativa benefica.

Lo spettacolo vede naturalmente Insinna protagonista: l’attore condurrà un viaggio di musica e parole tutt’intorno alla storia di Vittorio e Laura, gli interpreti del suo romanzo, accompagnato dal pianoforte di Angelo Nigro e della sua band: Letizia Liberati (voce), Vincenzo Presta (sax), Giuseppe Venezia (contrabasso) e Saverio Petruzzellis (batteria). L’ultimo progetto benefico per il Benin è nato da un’idea di un medico pugliese, Eliana Centrone, e ha previsto nel tempo la ristrutturazione del reparto di ginecologia dell’Ospedale "La Croix" a Zinviè, un villaggio a circa duecento chilometri a ovest di Lagos (in Nigeria), e una serie di iniziative per la salute e l’igiene dei bambini e delle mamme del Benin. "I nostri volontari – spiega Giuseppe Loiodice, presidente del club coratino – sono costantemente impegnati in una missione a carattere umanitario di ampio respiro. Oltre a rendere la struttura più consona agli standard sanitari, contiamo sulla formazione del personale e sulla diffusione della cultura della maternità responsabile attraverso interventi di sensibilizzazione nelle scuole vicine e nell’ospedale". Sonia Storelli, pediatra che ha già preso parte al progetto, riferisce che saranno quattro i medici in partenza, accompagnati da un ingegnere e un tecnico di laboratorio, in due missioni della durata di circa venti giorni.