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"lsd1"La Puglia apripista, in Europa, dell’impegno italiano nel contrasto al fenomeno della Tratta degli Esseri Umani. Presente infatti anche il medico barese Emilio Nuzzolese tra gli esperti di venti diverse nazionalità che si sono riuniti durante lo scorso week end ad Antwerp (Belgio) per la conferenza internazionale organizzata dalla ONG Payoke e dall’Università di Antwerp sull’annoso tema della tratta degli esseri umani. Un incontro finalizzato ad un confronto tecnico per individuare un più efficace intervento di tutti gli operatori sanitari nel contrasto al fenomeno della tratta e nel sostegno delle vittime, anche tramite la dotazione di adeguata formazione universitaria agli studenti della Facoltà di Medicina. E proprio il tema della formazione ha rappresentato il nodo cruciale dell’assemblea, che ha raggiunto un primo consenso internazionale sul modus operandi con cui gli operatori medici e sanitari debbano essere istruiti sul fenomeno della tratta, favorendo il riconoscimento delle possibili vittime e collaborando in modo attivo con le forze dell’ordine, la magistratura e le associazioni anti-tratta per l’individuazione delle organizzazione criminali internazionali. Un trascorso come vittime di tratta, infatti, spesso taciuto e nascosto dagli stessi soggetti coinvolti, è maggiormente individuabile proprio dalla categoria medica, in virtù di particolari condizioni cliniche che interessano soprattutto l’ambito traumatologico e ginecologico. Su questo aspetto il dottor Emilio Nuzzolese, coinvolto nel progetto in qualità di esperto internazionale di scienze forensi, chiarisce come "le organizzazioni criminali che trafficano in esseri umani hanno necessità che le loro vittime siano sempre in salute per motivi legati allo sfruttamento. Tuttavia, le condizioni di trascuratezza igienico-sanitaria, associata ai pericoli delle condizione lavorative prive di requisiti di sicurezza, portano inesorabilmente all’insorgenza di infortuni o all’aggravarsi di malattie che richiedono un pronto intervento medico. Il moderno approccio medico deve quindi essere orientato all’individuazione di ogni violazione dei diritti umani, per prevenire e contrastare non solo il fenomeno della tratta, ma ogni maltrattamento e violenza sui minori e soggetti vulnerabili. Per questo è nostra responsabilità  fornire a tutti gli operatori sanitari, sia prima che dopo la laurea, una breve formazione nelle scienze forensi mirata al contrasto dei crimini contro l’umanità".

L’ONG Payoke da 28 anni opera a livello internazionale contro la tratta di esseri umani e lo sfruttamento disumano, fornendo sostegno e protezione alle vittime, oltre che assistenza legale e giudiziaria. L’organizzazione interviene anche in supporto alle indagini di polizia favorendo la collaborazione delle vittime di tratta, al fine di individuare le reti nazionali e internazionali di trafficanti e perseguire i colpevoli. La conferenza internazionale appena conclusa rientra nel ciclo di incontri tra esperti che concluderanno i lavori il prossimo settembre a Bruxelles. Nell’immagine in allegato, la carta mostra i principali Stati di provenienza e di destinazione delle vittime di tratta. L’Italia, da sempre meta e snodo di flussi migratori, è uno dei principali Paesi dove il fenomeno trova sviluppo.