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"ilContinua la Stagione  2014-2015 “ Il Teatro che spettacolo”, al Nestor di Frosinone,  con un’intensa pièce scritta da Éric-Emmanuel Schmitt con Alessandro Haber e Alessio Boni come protagonisti e con la regia di Valerio Binasco.

Éric-Emmanuel Schmitt drammaturgo e scrittore belga  con la commedia rappresentata questa  sera  ha vinto nel 1993, tre Premi Molière: "Rivelazione teatrale", "Miglior autore", "Miglior spettacolo di teatro privato" e nel 2001 ha ricevuto dall’Académie Française anche il prestigioso Gran Premio del Teatro.

L’azione si svolge nell’aprile del 1938 in Austria da poco annessa alla Germania nazista (Anschluss 13 marzo 1938), più precisamente a Vienna  in Berggstrasse 19, storico indirizzo dello studio di Sigmund Freud. Un atto unico che è metafora del bene e del male, della razionalità scientifica e della fede, dell’uomo e del divino.  Sigmund  Freud ( Alessandro Haber) è prossimo alla morte per un tumore alla gola, sua figlia Anna (Nicoletta Robello Bracciforti) è appena stata arrestata dalla Gestapo….è solo e disperato quando, nel suo studio, si “materializza”  un  Visitatore ( Alessio Boni).  Tra il grande psicanalista e lo sconosciuto inizia subito un incontro- scontro serratissimo , Freud vuole sapere chi sia colui che è apparso così improvvisamente nella sua vita, che cosa voglia  , perché proprio in quella notte in cui un nazista (Alessandro Tedeschi ) ha portato via sua figlia.

"alessioE per avere le risposte che cerca prova anche  con una seduta di ipnosi e, nell’apparente trance, lo sconosciuto  incomincerà a raccontare particolari di vita di un bambino di cinque anni , sempre solo in una grande casa….quel bambino è Sigmund Freud, lo sconosciuto  è Dio!  In uno scambio di ruoli  nasce un dialogo forte,  feroce, ma anche tenerissimo . Dio si è nuovamente fatto uomo per soccorrere il padre della psicanalisi simbolo dell’ateismo e  di un’umanità dolente travolta dalla follia nazista . “Questo è il secolo della superbia , dell’uomo che vuole sostituirsi a Dio” è inevitabile quindi che il Male abbia preso il sopravvento!  Dio è amore e libertà nel bene e nel male, è inginocchiarsi anche  davanti all’uomo che non crede, allo scienziato tormentato dal dubbio , ma il dubbio è anche fede.  Un dialogo vibrante sui grandi quesiti della vita, interrotto solo dalla musica più vicina a Dio, quella del “Porgi amor” ( non a caso) di Mozart e sulle sue note riappare l’amata figlia Anna rilasciata dopo l’interrogatorio. Dio adesso  se ne può andare , ma Freud non vuole più il suo allontanamento ,adesso che lo ha trovato,  lo minaccia con la pistola per farlo restare, ma è inutile …il Visitatore scende dalla finestra … Freud spara ed Anna chiede “Lo hai colpito”?  “No, l’ho mancato”! Finisce così una tragedia con toni ironici e divertiti da commedia.  Haber è  istrioniconel suo incedere  malfermo da “vecchio” e  nella sua voce “rauca” da malato in antitesi con un Boni  che è tutto un guizzo di agilità nel suo saltare sulla scrivania, appollaiarsi su sedie e poltrone in una recitazione  stralunata da “entità superiore”.  Un ‘antitesi resa anche dalla scenografia  divisa tra luci e ombre  e da una regia mai annoiante per un testo non facile , ma di sicuro impatto emotivo.