Tempo di lettura: 2 minuti

"nietta""Jarche jalde", andato in scena lo scorso fine settimana al Teatro Forma di Bari è stato scritto da Vito Maurogiovanni e Nicola Tabascio nel 1974 e da allora è la pietra miliare della commedia in vernacolo barese e questa volta è portata dalla compagnia Piccola Ribalta. Quasi mezzo secolo, infatti, non è bastato ad incidere rughe nella carne di uno spettacolo la cui vivacità e forza di muovere sentimenti è la ragione del suo continuo successo nonostante una lunga assenza dai palcoscenici locali. Ad oggi sono circa 3500 le repliche di questo spettacolo e quello dell’altra sera non ha deluso le aspettative con un tutto esaurito per tutte e tre le serate. Sul palco per celebrare questo traguardo gli stessi attori protagonisti di questa avventura teatrale come Nietta Tempesta, Mariano Leone, altri subentrati durante gli anni come Franco Spadaro, Giuseppe De Trizio (dal 1996), Silvia Cuccovillo, e Roberto Romeo. Lo scorso sabato anche il sindaco di Bari Antonio De Caro ha premiato con una targa alla carriera il grande Mario Mancini (visibilmente commosso). "Portiamo in scena – ha commentato Nietta Tempesta, da sempre protagonista di questo spettacolo – la vita quotidiana passata del popolo barese. La domanda di matrimonio, chi fa il pane, chi porta il priso. Mostriamo la vita vera e l’importanza di certi atteggiamenti, gesti che ormai non esistono più. Ma ritmi e spazi calibrati al centesimo, un disegno di luci efficace nell’esaltare la solarità del vicolo e l’opprimente penombra dei bassi, una scena essenziale che non indulge nello stereotipo del casereccio, le suggestioni di una chitarra suonata dal vivo consegnano alla storia del teatro dieci quadri di vita popolana di insuperata bellezza".

Dunque, un lavoro bello e godibile, che porta il singolo spettatore ad aspettare con naturale interesse che si levi il sipario, prima perché si è certi della qualità dello spettacolo e nello stesso tempo per il fine ultimo, che come è noto è rivolto alla solidarietà.