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Tre anni di lavoro, un anno in studio tra l’Italia, Londra e Los Angeles, più di cento musicisti coinvolti. "Un progetto ambizioso, quasi folle che ha richiesto un profondo lavoro di introspezione". Francesco Cafiso, il giovane sassofonista star mondiale del jazz, descrive così la sua nuova fatica discografica, una vera impresa in questo momento di crisi del settore: affrontare la prima prova come compositore, arrangiatore e orchestratore con tre titoli diversi pubblicati in contemporanea in un cofanetto, "3" (già acquistabile su Internet in pre order, nei negozi dal 24 marzo). "Contemplation" è un album in cui, a un quartetto jazz, sono affiancati 33 componenti della London Symphony OrchestraLa Banda", un omaggio in 11 brani alla sua Sicilia realizzato con un sestetto jazz e 10 musicisti; "20 Cents Per Note" inciso con un quartetto jazz. Francesco Cafiso ha 26 anni ma ha già l’esperienza di un veterano: un musicista di prodigiosa precocità che a nove anni suonava già in big band importanti e che a 13 è stato in tournèe con Wynton Marsalis (che è rimasto suo amico e consigliere), folgorato dopo averlo ascoltato al festival jazz di Pescara. Nel frattempo ha vinto buona parte dei premi che un jazzista possa vincere e ha suonato con alcuni dei più grandi musicisti della scena mondiale. "E’ stata la musica a impormi questo sforzo, questi tre album sono i tasselli di un puzzle che insieme formano la mia personalità artistica e umana. Avevo l’esigenza di sentire molti suoni" spiega parlando della sua impresa. Cafiso sintetizza così i suoi nuovi album: "’Contemplation" è il disco più sinfonico e allo stesso tempo più intimo dei tre e rappresenta la mia spiritualità, la mia concezione intima dell’esistenza. È la contemplazione, la preghiera, l’accettazione di una vita che va oltre la morte. "La banda" ritrae la mia sicilianità, in memoria del legame che unisce la mia terra al jazz. È dedicato ai luoghi e alla cultura della terra in cui sono nato e ho scelto di vivere. "20 Cents Per Note" è l’album più jazz dei tre, registrato in quartetto, in cui racconto le tappe fondamentali della mia vita: è la mia anima artistica, la mia indole jazzistica che non mi abbandona mai". Poi precisa: "Alla base di tutto quello che faccio c’è il jazz. Questo vale per la situazione sinfonica come per il disco in cui rendo omaggio alla Sicilia dove sicuramente si ascoltano gli echi delle bande che per un siciliano sono un retaggio imprescindibile, anche se io non ho mai suonato in una banda perchè a nove anni già mi esibivo con le big band. Ma ne "La Banda" non c’è solo quel retaggio: c’è l’omaggio all’importanza che i siciliani hanno avuto nella storia del jazz e anche alle Marchin’ Band di New Orleans e alla sua straordinaria cultura. Se proprio è necessario parlare di influenze per questo disco citerei Charles Mingus". Cafiso non dimentica di ricordare che "questo progetto così importante è frutto di un lavoro di squadra: penso soprattutto a Mauro Schiavone, che è il pianista della mia band, e a Giuseppe Vasapolli che mi hanno aiutato negli arrangiamenti". Ora è tempo di tornare a suonare dal vivo: "Comincerò con i concerti del mio gruppo, ho bisogno di riposarmi un pò. Poi nel tempo porteremo sul palco anche gli altri due progetti, anche se si tratta di produzioni un pò più complesse".