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Meryl Streep, Johnny Depp, Jack Nicholson e Kate Moss, ma anche Francis Bacon o Damien Hirst, i Beatles e i Rolling Stones sono immortalati nei 300 scatti esposti dall’1 marzo al 2 giugno al PAC di Milano nella mostra "Stardust", una personale dedicata al famoso fotografo David Bailey, che sarà una delle manifestazioni culturali di punta con cui Milano si presenta al mondo durante Expo. Promossa e prodotta dal Comune di Milano e da "Tod’s", la mostra segna l’inizio di una collaborazione pluriennale tra l’azienda di Diego Della Valle e il Pac per la produzione di grandi mostre sugli artisti protagonisti del nostro tempo. "Con questa grande mostra – si legge in una nota del gruppo – Tod’s offre un forte contributo al programma delle manifestazioni pianificate per Expo 2015 con l’intento di promuovere e supportare Milano, e l’Italia in generale, come importanti riferimenti nel circuito della cultura internazionale". Da oltre 10 anni Tod’s sostiene l’attività del PAC e ha recentemente rinnovato la propria partnership con la kunstalle milanese dedicata all’arte contemporanea per altri quattro anni. "La mostra dedicata a Bailey – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – conferma la vocazione del PAC ai grandi progetti espositivi di respiro internazionale e, al tempo stesso, trasforma il rapporto con Tod’s in una vera e propria condivisione di intenti e di progetti comuni". I primi lavori di Bailey hanno definito e catturato l’atmosfera degli anni Sessanta a Londra, quando con i suoi scatti ha fatto nascere stelle come Jean Shrimpton e Penelope Tree. Scardinando le rigide regole che avevano guidato la precedente generazione di fotografi ritrattisti e di moda, Bailey ha saputo incanalare nel suo lavoro la novità e l’energia della street culture londinese, creando quella freddezza casual che ha contrassegnato il suo stile. Curata dallo stesso artista e realizzata in collaborazione con la "National Portrait Gallery" di Londra e con il magazine "Icon", la mostra contiene una vasta serie di fotografie, selezionate personalmente da Bailey come le immagini più significative o memorabili della sua carriera, che ha attraversato più di mezzo secolo. Il percorso della mostra non procede cronologicamente, ma per temi, dalla fashion photography agli still lives, fino alla fotografia di viaggio: le immagini dell’India, dell’Australia, della Papua Nuova Guinea e del Sudan convivono così in un continuum con quelle dell’East End londinese e quelle più glamour delle "Pin-Up". Accompagna la mostra il catalogo, edito per l’Italia da Skira Editore, contenente un saggio di Tim Marlow, direttore alla Royal Academy di Londra.