Tempo di lettura: 3 minuti

"ricciforte"Il palcoscenico del Teatro Kismet torna a puntare lo sguardo su una delle compagnie più affermate e seguite  della scena contemporanea. Per il quarto anno consecutivo il duo Ricci/Forte sceglie lo stabile d’innovazione barese per presentare in prima regionale la sua ultima produzione. Dopo il grande successo di "Macadamia Nut Brittle" nel 2012, "Grimmless" nel 2013,  "Imitationofdeath" e "Still Life" nella Stagione 2013/14, è la volta di "Darling", in programma sabato 21 e domenica 22 febbraio alle h 21.00, a conferma di una relazione ormai stabile fra la compagnia e il Teatro Kismet. In questi anni di presenza  a Bari Gianni Ricci e Stefano Forte ci hanno accompagnato in un percorso fra le pieghe di un teatro in cui esplode l’incontro fra cultura pop e ispirazioni classiche, fra immaginario televisivo e letteratura, fra "alto" e "basso", un teatro fatto di fatto di corpi plastici, di maschere grottesche, di citazioni continue, di tormentoni musicali. Tutto per parlare di una quotidianità che  attanaglia tutti, delle inquietudini di  una generazione in mare aperto, quella dei trenta-quarantenni di oggi,  alla ricerca spasmodica di una stabilità a cui aggrapparsi. Una cifra ormai consolidata e riconoscibile che ha creato un seguito e un’attenzione attorno al lavoro dei due drammaturghi-registi inusuale per il teatro, in Italia e all’estero. Nato nella sessione 2014 dell’École des Maîtres, il laboratorio internazionale fondato da Franco Quadri, e presentato in debutto nazionale durante l’ultimo festival Roma Europa di Roma, lo spettacolo "Darling" rientra in un progetto di racconto dei classici, e prende avvio dalla rilettura dell’Orestea e la tragedia degli Atridi. Eschilo racconta quanto accade dopo la fine della guerra di Troia, dal ritorno ad Argo di Agamennone al suo omicidio da parte della moglie Clitennestra e del suo amante, alla vendetta del figlio Oreste e la successiva persecuzione delle Erinni contro il matricida. Nel  mash-up schizofrenico di Ricci/ Forte, la tragedia greca incontra Hannah  Arendt, Edward Hopper, Antonin  Artaud e i Led Zeppelin. Un cortocircuito in cui,  come dicono loro, "si parla di amore e morte, di legami fratello sorella, madre e figlio imbastarditi, involgariti, di plastica. Darling, appunto: affetti di superficie". A margine della sua traduzione dell’Orestea Pasolini scriveva: "Il significato delle tragedie di Oreste è solo, esclusivamente, politico" e nel solco di questa ricerca di senso la tragedia di Ricci/Forte è "un’indagine dopo la catastrofe, un viaggio alla ricerca di un senso a quell’ordine statale che secondo i Greci avrebbe dovuto sedare il rumore del sangue e della vendetta personale". La scena è dominata da un grande container , simbolo della casa, così importante per i personaggi eschilei, che diventa rifugio di emergenza contro le calamità naturali. "Non esiste più un posto sicuro dove poter nascondersi, non esiste più uno Stato in grado di tutelare il senso della Giustizia. Tutto è smembrato, perduto, devastato dalle acque del qualunquismo. Ma forse, sotto le macerie, l’uomo può rintracciare una fibra più autentica". In scena i bravissimi attori – simbolo del teatro di Ricci-Forte che in questi anni abbiamo imparato a conoscere – Anna Gualdo e Giuseppe Sartori, assieme a  Piersten Leirom e Gabriel Da Costa.

"Darling", Teatro Kismet OperA. Biglietti su www.bookingshow.com.