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"piano-800x600"Intendiamoci subito, Poe Suite non è uno spettacolo teatrale. Poe suite è un recital, è una serata di lettura, forse addirittura un programma radiofonico. Poe Suite è un progetto itinerante all’interno della produzione del grande scrittore Edgar Allan Poe.
Racconti leggendari come I delitti della Rue Morgue, Il gatto nero, Eleonora rivivono tra le incrinature vocali di Vittoria Faro, ideatrice di questo progetto e voce narrante, e le magmatiche partiture pianistiche di Raffaele Pallozzi, autore e esecutore del tappeto sonoro che accompagna l’intera performance. Vittoria Faro legge e prova a dare corpo alle tensioni narrative, Raffaele Pallozzi le elabora musicalmente. Punto. Questi sono gli elementi dominanti di tutta la performance.

A me però è mancato qualcosa di importante. Poe Suite infatti dovrebbe anche essere un racconto terrificante sotto le coperte, il ricordo di una storia appassionante e paurosa, l’incubo che stordisce, quel soffocante ed eccitante stato di attesa che accompagna il sorgere del sole.
La lettura, ma per estensione la trasmissione orale nel senso più ampio e antico del termine, ha bisogno di un coinvolgimento che è dato non soltanto dalla parola ma anche da quell’intimo scambio di energie e vibrazioni tra chi narra e chi ascolta.
Lo spettatore non vuole solo ascoltare, vuole vedere lo sguardo di Vittoria Faro guizzare dal testo allo spettatore, vuole sentire che i polpastrelli di Raffaele Pallozzi stanno sbattendo sulla sua schiena. Senza questi elementi si correrà il rischio di dovere ascoltare una serie di racconti molto belli, qualcuno forse troppo lungo, fatti da due interpreti molto bravi, che però rischiano di raggiungere il pubblico in maniera poco efficace.
Sia chiaro, il fatto che non ci siano ambizioni sceniche, né elaborazioni visive specifiche, a eccezione di un elaborato uso delle luci, non rende Poe Suite avulso dalle dinamiche teatrali, però ritengo che l’intera performance soffra tra le tavole di un palcoscenico.

Vorrei rivedere questa performance dentro uno spazio diverso, più intimo e familiare. Vorrei insomma che la forza narrativa dei racconti di Poe, non fosse soltanto uno sparo nel buio, ma vorrei piuttosto che diventasse uno stato mentale, simile al lento fluido scorrere di una notte senza stelle.
Racconti di Edgar Alla Poe
Voce narrante di Vittoria Faro
Musiche originali composte e interpretate da Raffaele Pallozzi
Organizzazione a cura di Testaccio Lab