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"novoli-foto-di-gruppo"Secondo alcuni all’anacoreta della Tebaide Antonio piaceva anche mangiare, oltre che digiunare, In suo onore si incendia il maxi-falò novolese, in suo onore si mette il cibo alò centro delle attenzioni.
Da alcuni anni uno degli eventi più intriganti delle decine che ruotano attorno alla Fòcara, patrimonio della cultura immateriale pugliese, è la gara ai fornelli tra giornalisti.
La Coldiretti Lecce, la Fondazione Fòcara ed il Gal Valle della Cupa con la collaborazione di enti e associazioni dei settori agroalimentari ed enogastronomici locali e il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti, anche quest’anno è stata organizzata la competizione gastronomica "Penne al dente", per assegnare il Premio “Piatto della Fòcara 2015”.
Andato giovedì 15 gennaio alla cronista leccese Carla Petrachi con i suoi maccheroncini ai profumi dell’Arneo.
Tutor della Petrachi era lo chef del President di Lecce Mimino Simmini. Piazza d’onore per un cronista della provincia ferrarese, Piergiorgio Felletti, da Codigoro, che scrive per La Nuova Ferrara, supportato da Massimo Vaglio, chef neretino: apprezzatissime le sue bombette ai lampascioni. Sul gradino più basso del podio Aurelio Badolati, giornalista romano: con il cuoco Fabio Papadia ha preparato un gateau di patate a forma di pira novolese.

Giunta alla terza edizione, la gara, cui hanno partecipato dieci giornalisti provenienti dam molte parti d’Italia, ha voluto essere in sintonia con i temi della dieta mediterranea e di EXPO 2015, a sostegno dell’alimentazione sostenibile e di qualità.
Ogni coppia di giornalisti era affidata a uno chef-tutor: per una mattinata sono stati messi da parte penne, taccuini e microfoni per cimentarsi, ai piedi della Fòcara, nella preparazione di gustosi piatti, utilizzando ingredienti rigorosamente del territorio, messi a disposizione da "Campagna Amica" di Coldiretti Lecce.
Nella ricetta proposta dovevano essere presenti almeno uno dei seguenti ingredienti di stagione a km zero: patate Sieglinde, carciofo violetto, lampascione, olive Celline, pomodorino invernale, paparine o verdura spontanea, sponzali, zucchina secca, fave secche sgusciate, frise di orzo, pisello nano di zollino, sagne ‘ncannulate (ritorte), maccheroncino cavato a mano, cardo selvatico, cavolfiore, verza, finocchio selvatico, rape, cicerchia, cardoncelli, formaggi dell’Arneo, pastinaca di Tiggiano, miele, cotognata, mostarda, vincotto, pasta di mandorla, olio extravergine di oliva, gambero viola di Gallipoli, pescato locale, negramaro e primitivo.