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"kounellis56"Greco del Pireo, alle soglie degli ottant’ anni, Jannis Kounellis ha realizzato una installazione all’ interno del Palazzo Baronale di Novoli, in occasione della Fòcara 2015. L’artista greco, esponente della cosiddetta “arte povera”, di recente ha esposto al “Teatro Margherita” di Bari. Egli “apre verso le forme del reale e dei contesti sedimentati, a contatto con l’ esistenza e il vissuto, nella peculiare arena sociale tra pubblico e privato. La sua opera possiede un indelebile potere evocativo ed epico, contrassegnato dalla presentazione di materiali naturali. Si assiste all’ esplosione della struttura vitale, al passaggio del segno linguistico alla presenza del concreto. Non la forma riprodotta sul supporto, ma l’ azione e l’ esperienza che fanno dell’ opera un percorso vissuto e corale”. Le opere di Kounellis – per certi aspetti incomprensibili – in realtà riempiono il vuoto del Palazzo Baronale novolese, un palazzo in centro del tutto privo di rifiniture: dodici putrelle-colonne alte sei metri installate in un ampio salone, ciascuna delle quali sostiene e blocca una pietra locale avvolta in una stoffa nera; l’ occlusione di una grande finestra, che si affaccia sulla piazza del paese, con un blocco inferiore di vecchi libri scolastici e sopra una pesante lastra di ferro; un cappotto e travi di ferro sull’ altare cinquecentesco del palazzo; per non dire dei bicchieri affumicati disposti a croce su uno sfondo bianco, “segnato” da una rosa rossa. L’artista greco è una sorta di riproduttore del vero così com’ è, “non elabora l’ oggetto, pur rendendolo fenomeno”: il ferro, il peso, il profondo nero sono il filo conduttore.

"kounellis-bicchieri1"“Lo spazio architettonico si fa teatro di una scena visionaria ricavata dalla vita”. Le pietre avvolte nella stoffa, le travi (che poi avremmo ritrovato infisse nella fòcara), i libri, sono i segni di una condizione e di una visione gravata da ricordi di altri tempi e altri luoghi. La chiusura, una vera e propria “occupazione” della finestra pare andare verso “l’ agognata misura dell’ uomo, per il quale porte e finestre sono fatte”. Kounellis, perimetrando a suo modo il luogo, le cavità del luogo, prova a recuperare la memoria del retaggio culturale, il dramma e la cultura arcaica. La sua stessa faccia sembra intagliata nel legno, ruvida a contrasto con la dolcezza delle sue parole.