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Un sabato mattina all’insegna del Femminile con la storica della Fotografia Alessia Venditti che parlerà della vita di Lucia Moholy mostrando diverse accattivanti immagini prodotte dall’artista cecoslovacca. Loredana Ficarelli, responsabile scientifico del Museo, introdurrà l’argomento contestualizzando l’importante periodo storico che dette vita al movimento Bauhaus. La giornalista e psicologa Stefania Ferrante con alcune sue pertinenti domande darà il suo importante contributo per meglio focalizzare il binomio Donna e Arte.

Lucia Moholy è tra le figure troppo spesso considerate marginali rispetto alla storia dell’arte convenzionale, accademica, didattica; figure di artisti con la “a” minuscola senza i quali, però, i grandi dell’Arte ci apparirebbero quantomeno malnutriti, o poco affascinanti. La vita artistica e personale di Lucia Moholy si intreccia tra le trame di quella di suo marito Laszlo Moholy-Nagy (uomo complesso, poliedrico, che dal 1923 al 1928 subentra a J. Itten nell’insegnamento al Bauhaus), pittore, cineasta, fotografo, designer, pioniere della modernità, maestro del Bauhaus, autore dei celebri fotogrammi. Il Bauhaus nasce nel 1919 a Weimar per volontà di W. Gropius, dalle ceneri di una Germania postbellica, distrutta politicamente ed economicamente, e vivrà una vita artistica e culturale tanto intensa quanto breve. Lucia Moholy, nata Schulz, si trasferisce a Berlino dalla natia Cecoslovacchia nel 1920 e qui conosce Laszlo Moholy-Nagy che per 8 anni sarà suo marito. Con lui pubblicherà nel 1922 il saggio "Produzione-riproduzione", fondamentale per comprendere il senso della sua ricerca. È autrice di immagini che costituiscono vere e proprie icone della simbologia moderna: fra tutte, Walter Gropius, Florence Henri, gli edifici dei maestri del Bauhaus e la scuola del movimento. In mostra a Chiasso, lo scorso anno, anche i ritratti della borghesia di Londra e, per la prima volta, il reportage di varie comunità di zingari in Jugoslavia.

Nel Museo è ancora in esposizione la mostra fotografica “Quanto ti vuoi bene?”, un progetto artistico-culturale ideato da Jacqui James, fotografa australiana da sempre attenta a indagare il mondo di oggi, visto dalla parte delle ragazze e realizzato nell’ambito dell’iniziativa futuro@lfemminile.

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