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"freedom1"Liza Van Der Stock mette in evidenza la vita di ragazzi costretti alla prostituzione a Zanzibar, un’isola a predominanza musulmana, vittime, quindi, anche di un doppio pregiudizio associato non solo per il lavoro svolto, ma anche per il loro orientamento sessuale. Per i membri di questa comunità risulta impossibile esprimere apertamente la loro vera identità.

Gli altri due finalisti sono Shahria Sharmin e Gordon Welters. L’opera di Sharmin, fotografa proveniente dal Bangladesh, offre uno spaccato delle comunità di Hijras – i cui membri sono ufficialmente riconosciuti dal governo come appartenenti al sesso di Terzo Genere (Third Gender). Cio’ nonostante, Hijras vivono ai margini della società. Il lavoro invece di Welters si concentra sulla discriminazione sociale sofferta dai disabili. Il fotografo berlinese è riuscito a catturare un bagliore di speranza, che si esprime attraverso l’amore disinteressato di un volontario nei confronti di internati in un centro di accoglienza in Russia.

Con il supporto della Royal Photographic Society e con il patrocinio di Amnesty International, della Commissione Europea e del British Council, FREEDOM TO LOVE mira a solle citare una presa di coscienza sulle difficoltà che molti individui affrontano ogni giorno in tutto il mondo per poter esprimere la più potente e costruttiva qualità umana: l’amore.

"freedom"Le opere dei partecipanti al concorso sono state valutate da Anne Williams, direttore del dipartimento di fotografia, London College of Communication – Bradley Secker, fotoreporter – Michael Pritchard, direttore generale, The Royal Photographic Society – Roger Tooth, direttore della fotografia, The Guardian – Sue Steward, critico fotografico, The Evening Standard.

Parlando a nome della giuria, il Dott. Michael Pritchard ha commentato: “I giudici sono stati colpiti dalla varietà delle tematiche sottoposte dai partecipanti. I tre vincitori sono riusciti a sottolineare diversi aspetti legati alla discriminazione, offrendo allo stesso tempo una prospettiva personale ed orientata alla positività sui loro soggetti. Le opere evidenziano come governi, ONG e, più in generale, le società, abbiano ancora una lunga strada davanti per fare in modo che diversi gruppi di persone possano convivere ad amare liberamente”.

Gli scatti fotografici di Liza Van Der Stock, Shahria Sharmin e Gordon Welters, insieme a quelli di venti altri fotografi, saranno esposti presso il London College of Communication, Elephant & Castle, SE1 6SB, dal 12 al 17 gennaio 2015.