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"flauto1"E’ idealmente dedicata alla memoria di suo padre l’edizione del Flauto magico di Mozart che Daniele Abbado ha firmato per il Teatro Petruzzelli e che ha chiuso, la stagione 2014. Si tratta del primo e unico allestimento che Daniele Abbado ha firmato con suo padre Claudio e che fu curato nel 2005 per il Teatro Valli di Reggio Emilia e successivamente presentato a Baden-Baden e a Edimburgo. "’Il Flauto magico è un’opera molto complessa – ha ricordato Abbado – che un direttore o un regista dovrebbe affrontare almeno una volta nella sua vita artistica. Vi si intrecciano il mondo fiabesco e fantastico della tradizione tedesca, la grande cultura di Mozart che aveva come capisaldi Shakespeare e Moliere e il riferimento all’’egittologià in voga nel ‘700.

"Il riferimento a Iside e Osiride – ha ricordato ancora Abbado – non è casuale e legato alla moda del momento, sono loro le divinità più antiche che possono garantire la rigenerazione dell’umanità e danno un contenuto politico a questa visione utopica e fantastica". ‘Il flauto magicò è una mescolanza di stili – ha continuato – si passa dalla musica popolare, a quella colta, a quella sacra, e la grande attualità di questa opera è sottolineare il valore salvifico della musica, che dal mito di Orfeo in poi, riesce a cambiare le situazioni più complesse (il flauto magico appunto).

"flauto"Per le scene, molto efficaci nella loro essenzialità, il regista ha scelto i toni cupi e come colore dominante il nero perchè, ha aggiunto, "sfondo dell’opera è il tema della morte: solo con la paura della morte l’uomo può progredire e garantirsi un futuro, guai all’uomo che è fisso nel proprio cielo". Su questo sfondo spiccano emblematicamente la Regina della nottè, il male, e Papageno "che non cambia – ha detto Abbado – legato alla sua natura di sottoproletario".

Buona la prova dell’orchestra diretta dal maestro Roland Boer, e tra gli interpreti Christina Poulitsi (La Regina della notte), Alex Esposito (Papageno), Dimitry Ivashchenko (Sarastro), Antonio Poli (Tamino). Il coro è stato diretto dal maestro Franco Sebastiani. Si replica il 18, 19 e 22 dicembre.

Foto di Carlo Cofano