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"vangelo1"Il Museo nazionale d’Arte medievale e moderna a Palazzo Lanfranchi e il MUSMA (Museo d’Arte Contemporanea)  di Matera ospitano fino al 25 gennaio 2015 la mostra Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo. Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia. L’esposizione, curata  da Marta Ragozzino, Soprintendente BSAE per la Basilicata e Giuseppe Appella, Direttore del MUSMA, con Ermanno Taviani (Università di Catania) e Paride Leporace, Direttore della Lucana Film Commission, celebra i cinquant’anni del Vangelo di Pasolini raccontando la storia e i luoghi del suo capolavoro, che nel 1964 fu girato in gran parte fra i Sassi; ne sottolinea  la relazione con il clima culturale e artistico lucano e italiano di quegli anni. L’iniziativa, promossa dal Comune di Matera, dalla Soprintendenza BSAE della Basilicata insieme alla Lucana Film Commission, è sostenuta dal Comitato Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019, nell’ambito del programma per il 2014. E’ realizzata con il contributo operativo della Cineteca Lucana, del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, della Cineteca Nazionale di Bologna, del Gabinetto scientifico letterario G.P. Viesseux di Firenze, della Pro Civitate Christiana di Assisi e del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa.

La mostra evidenzia la genesi del film e il rapporto del regista con Matera che si trasforma in Gerusalemme. Ambientandovi il suo lavoro Pasolini rivaluta la città dei Sassi che proprio in quegli anni, definita “vergogna nazionale”, vede l’abbandono dei suoi abitanti che vengono trasferiti nei quartieri nuovi. Soggetto di profonde contraddizioni Matera diviene tuttavia meta di artisti, fotografi, registi, documentaristi, intellettuali, sociologi, antropologi, architetti e urbanisti le cui testimonianze contribuirono a formare l’immagine non solo della città ma dell’intero Mezzogiorno.

L’esposizione è divisa in due parti: la prima illustra l’ideazione e l’elaborazione del film tra Roma, Assisi e la Palestina, negli anni 1962-1964, e la realizzazione delle riprese, del montaggio e della produzione.

La seconda parte, che si sviluppa tra il Museo di Palazzo Lanfranchi e il Musma, presenta 103 opere dei protagonisti della scena artistica italiana dei primi anni ’60.

L’allestimento, multimediale e interattivo, è scandito in sei sezioni ognuna delle quali è introdotta da un narratore come Goffredo Fofi, Mino Argentieri critico cinematografico, Serafino Murri, critico e regista.  Diversi livelli di approfondimento sono resi possibili da documenti originali, disegni, dipinti, fotografie, interviste, spezzoni cinematografici, materiale bibliografico e oggetti come i costumi del film e la macchina da presa di Pasolini, che rendono la mostra  comprensibile ad un pubblico eterogeneo.

L’esposizione si apre con una installazione all’interno della settecentesca chiesa del Carmine. Qui si trovano anche  sette sculture realizzate da Novelli, Perilli e Scialoja con Carrino, Frascà, Santoro e Uncini.

La prima sezione, intitolata La Folgorazione figurativa. Il cinema di Pasolini 1960-1964, racconta l’avvicinamento del regista alla Buona Novella e tutto il suo cinema dal ’60 al ’63 attraverso spezzoni di film. Vi sono poi disegni di Pasolini e materiale pubblicitario realizzato da Achille  Perilli.

La seconda sezione, Da Roma ad Assisi alla Palestina riguarda i rapporti fra il regista e la comunità di don Giovanni Rossi fondatore della Pro Civitate Christiana, che nel ’62 invitò Pasolini ad Assisi e lo sostenne nella realizzazione del film, incoraggiandolo a visitare la Terra Santa.

La terza sezione, Matera come Gerusalemme, racconta la produzione e la realizzazione del film. In mostra immagini di scena inedite e a colori, realizzate da Angelo Novi, fotografo ufficiale della produzione. Vi sono anche i costumi disegnati da Danilo Donati e materiali inediti.

Il Vangelo di Pasolini nella critica del tempo ( quarta sezione) racconta la ricezione del film da parte del pubblico e della critica e la sua presentazione al Festival di Venezia. Il premio da parte della critica cattolica, la presentazione a Parigi e l’intervento di Sartre. Vi sono interviste a esponenti della critica dell’epoca.

La quinta sezione, Il sole ferocissimo e antico di Matera, è dedicata alla città dei Sassi. La Matera conosciuta da Pasolini  è documentata da fotografie inedite di Mario Carbone, Henri Cartier Bresson, Mimmo Castellano, Giuseppe Rotundo. In mostra anche disegni e dipinti di Rocco Falciano, Luigi Guerricchio, Mauro Masi, Antonio Masini, Carlo Levi.

L’ultima sezione si intitola Tra Gruppo Uno e Gruppo 63. Nuove tecniche di immagine. Sculture di Gastone Novelli, Achille Perilli, Toti Scialoja, Nicola Carrino, Nato Frascà,  Pasquale Santoro, Giuseppe Uncini.

PASOLINI A MATERA: IL VANGELO SECONDO MATTEO CINQUANT’ANNI DOPO: NUOVE TECNICHE D’IMMAGINE. ARTE CINEMA FOTOGRAFIA

MUSMA: visitabile dal martedì alla domenica ore 10-14.

Museo di Palazzo Lanfranchi: ingressi giorni e orari sono consultabili su

www.beniculturali.it