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"2015"

E’ stata presentata  con largo anticipo nel foyer del Teatro Petruzzelli la nuova stagione della Fondazione lirico sinfonica. Opera, balletto, musica da camera e sinfonica saranno come di consueto gli ingredienti che animeranno le serate di un pubblico sempre più attento ed esigente.

Nel corso di un’affollata conferenza stampa il sovrintendente della Fondazione Massimo Biscardi ha parlato a braccio, manifestando concretezza, dinamismo e una buona dose di fiducia per il lavoro svolto:un atteggiamento positivo considerando che a febbraio, quando Biscardi ha accettato la sovrintendenza, sapeva di dover affrontare un risanamento di 2 milioni di debiti, nonostante un commissariamento durato due anni. Per sanare in parte il bilancio è stato necessario cancellare due spettacoli particolarmente onerosi: non è stata una bella operazione a tutti i livelli, ma è stata l’unica soluzione per salvare la Fondazione. Insistendo sul tema, Biscardi ha dichiarato che i finanziamenti previsti sono costituiti da 7 milioni dallo Stato, 2 dal Comune e 2 dalla Regione; altri 3 dovrebbero arrivare dal “fitto” della struttura ad altre organizzazioni per i loro spettacoli. A questi sono da aggiungere gli incassi per i biglietti venduti. Nonostante queste certezze però bisognerà cominciare il nuovo anno con un deficit di 1 milione, cosa non consentita dalla nuova legge sulle fondazioni liriche: pertanto si sta lavorando per ottenere un prestito consistente. Ma Biscardi punta ad aumentare in maniera consistente il numero dei sostenitori privati: infatti il Teatro Petruzzelli non è solo un contenitore ma anche un marchio prestigioso che ha valore per sé stesso.

In questa ottica è importante che la Fondazione, senza la quale il Teatro non avrebbe un’anima, superi polemiche e diatribe interne, eliminando il nocivo malcostumedei “clan”. Bisogna stabilire precisi codici etici da rispettare, ha sottolineato, e concentrarsi su grandi professionalità per ristabilire un’immagine positiva. Ha poi annunciato che non è escluso che si possa realizzare una copia dell’antico sipario andato distrutto nel rogo del 1991, proprio per “rendere il Petruzzelli il teatro di ogni Barese e di ogni Pugliese”, restituendolo al pubblico nella sua forma più integra possibile.

"biscardi"Il sovrintendente ha poi illustrato i punti salienti e le novità del cartellone. Si comincerà il 30 gennaio con “Lesdialoguesdescarmélites”, un’opera in tre atti di Francis Poulenc, uno dei compositori più grandi e prolifici del ‘900: l’opera non è mai stata rappresentata a Bari e sarà l’unica della stagione prodotta dalla Fondazione, per la regia di Leo Muscato, pugliese di Martina Franca. Seguiranno “Madama Butterfly”, in collaborazione con il “Maggio Musicale Fiorentino”, “Macbeth”, “La bohème” e “L’elisir d’amore” con la regia di Michele Mirabella.

Lo stesso sostanziale equilibrio si riscontra nel campo della danza, classica e moderna, dove si punta essenzialmente sulla qualità dei grandi coreografi del ‘900. Non mancheranno le produzioni per ragazzi delle scuole (almeno due), con biglietti a 5 €: è il modo migliore per formare un pubblico giovane.

Saranno 12 i concerti di musica sinfonica, che vedranno impegnati direttori come Roberto Abbado, Wayne Marshall, Rino Marrone, Giampaolo Pretto, violinisti come Isabelle Faust, pianisti come JanLisiecki ed Emanuele Arciuli.

Tornerà poi la musica da camera con le pagine più belle in materia, con concerti  della  durata di poco più di un’ora la domenica mattina alle 11,30. E non mancheranno, come per il passato, le “Conversazioni sulla musica”, per una migliore diffusionedella cultura musicale: prestigiosi musicologi incontreranno il pubblico soffermandosi su argomenti e temi legati agli spettacoli in programma.

L’Orchestra e il Coro del Petruzzelli saranno impiegati a pieno titolo, ma il problema legato ad essi è molto delicato, sostiene il sovrintendente: occorre una soluzione politica, e in tal senso egli ha già preso contatti con Dario Franceschini, ministro della cultura.

“Il Consiglio di Amministrazione, che dal prossimo anno con la nuova legge si chiamerà Consiglio di Indirizzo – ha concluso Biscardi – ha svolto un ottimo lavoro. Noi siamo uomini delle istituzioni, non uomini di potere, e come tali dobbiamo operare.”

Foto di Carlo Cofano