Tempo di lettura: 1 minuto

"thile"Mantenendo strettamente fede al suo target, “Time Zones” aprirà la sua XXIX edizione con il concerto di Brad Mehldau e Chris Thile, duo inedito nella storia della musica, incontrato proprio “sulla via delle musiche possibili”.

Pianista di formazione classica approdato al jazz sotto le influenze di Bill Evans il primo, virtuoso del mandolino il secondo, il loro incontro ha qualcosa di intrigante che stimola e incuriosisce.

Mehldau è un innovatore che ama improvvisare muovendosi tra l’espressione spontanea e il rigore formale. Ogni composizione rispecchia processi mentali  complessi e strutturati che poi si conciliano in un formalismo raffinato e lirico. Gli piace rivisitare la musica dei Beatles, di Nick Drake, dei Radiohead. Vanta collaborazioni con Larry Grenadier, Charlie Haden, PatMetheny e nel 2004 per la prestigiosa rivista “Down Beat” è stato il miglior pianista. Personaggio “sui generis”, dal carattere un po’ introverso e difficile, non gradisce confronti con Bill Evans e Keith Jarrett.

Thile, di dieci anni più giovane, è un talento: suona come pochi il mandolino, lo strumento a corde con le note più alte, adattandolo a vari generi musicali. Così lo si può ascoltare in brani folk e bluegrass, nei quali Chris canta pure, o, con estrema disinvoltura, in brani di musica classica. Al suo attivo ha cinque album da solista.

La domanda legittima è in che modo possano dialogare un pianoforte jazz e un mandolino (strumento tipicamente italiano) suonato da uno statunitense. Che sia una sfida, una prova, una contaminazione, una via possibile della musica? Comunque è una splendida realtà. Da approfondire e verificare.

Ore 21,00 mercoledì 29 ottobre all’ Auditorium Showville.