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"pesi44"Due parole quasi impronunciabili, Calisthenics e PowerliftingAntonello Monno, Posturologo con un’ottima carriera di Direttore tecnico alle spalle. Noi di LSDmagazine abbiamo incontrato Daniele Inverardi, leader del Baristhenics, il primo gruppo di Calisthenics della città di Bari, e Francesco Iavarone, medaglia d’argento al Campionato europeo di Powerlifting; abbiamo posto loro alcune domande.

Iniziamo dall’essenziale, ovvero dalle definizioni di Calisthenics e il Powerlifting, e da ciò che vi ha appassionato. Perché vi siete avvicinati a tali discipline?

D: “Il Calisthenics è uno degli allenamenti più antichi del mondo, risalente all’antica Grecia; la stessa etimologia della parola è greca e significa “bellezza della forza”, a voler sottolineare l’utilizzo della propria capacità atletica per la creazione di figure progressivamente più complesse e belle. La sua fama risale al 2008, grazie ai filmati postati su Youtube da Hannibal for King, un ex-carcerato che, sin dai suoi giorni in prigione, prova ad integrare esercizi a corpo libero di base con movimenti della ginnastica. Oggi è uno sport a tutti gli effetti, con evoluzioni di tecnica e precisione dei movimenti, al quale mi sono appassionato per la sfida contro la gravità e contro ogni limite imposto dagli allenamenti “standard” ”.

F: “Il Powerlifting, o alzata di potenza, è una disciplina sportiva che consiste nell’esecuzione di tre esercizi: lo squat, la distensione su panca piana e lo stacco da terra; si distingue dal Sollevamento pesi principalmente per il tipo di esecuzione dell’esercizio: nella pesistica tradizionale un atleta solleva un bilanciere dal pavimento sopra la sua testa, nel Powerlifting i movimenti sono più corti ei carichi molto più elevati. La pesistica nasce alla fine dell’Ottocento, ma è negli anni ’70 che si hanno le prime competizioni, dapprima negli Usa e, successivamente, nel resto del globo. Ciò che mi ha appassionato, fino a farne un lavoro, è la ricerca continua della tecnica perfetta, del miglioramento personale, e dell’essenza che amo insegnare e che si racchiude in sacrificio, dedizione e perseveranza. Seppure i movimenti alla base del Powerlifting, piegamento sulle gambe o squat, stacco da terra e distensione sopra la testa, altro non sono che movimenti eseguiti giornalmente da ciascuno di noi, la finalità è quella di apprendere a compierli in modo “funzionale” e corretto”.

"pesi456"Cosa ha significato l’incontro con Antonello Monno? E quali sono gli obiettivi che vi siete posti con quello che noi abbiamo definito “matrimonio”?

D: “Grazie ad Antonello, io e Francesco ci siamo incontrati e abbiamo compreso come sia possibile creare un programma di allenamento in cui le due discipline si integrano, come se fossero “cugine”, una va bene con l’altra e viceversa”.

F: “Credo che Antonello sia avanti anni luce rispetto a tanti; è una professionista di grande competenza e mi ha trasmesso la sua passione sin dal primo momento. Ideando il FunctionalathleticProgram è riuscito ad unire più discipline, a diverso impatto metabolico, in modo da dare a chi le pratica vantaggi sia dal punto di vista delle capacità condizionali (organico-muscolari) che coordinative (percettivo-cinetiche); si tratta di un programma di elevatissima qualità, sostanzialmente inedito nel panorama del territorio barese, e non solo”.

Quali consigli dareste a chi intende avvicinarsi a tali discipline?

D: “E’ necessario lavorare sulle basi e creare fondamenta solide, porsi un obiettivo preciso ed eliminare dal proprio vocabolario la parola “impossibile”, ne gioverà il fisico e soprattutto la mente, in quanto superare un limite o un “è impossibile” aumenta l’autostima”.

F: “Tali discipline, in quanto funzionali, sono adatte a qualsiasi soggetto, purché in condizioni fisiche e di salute idonee. Esiste una pesistica adattata, ovvero una disciplina proposta all’interno della preparazione atletica di numerosi sport (pallavolo, rugby, football americano, etc.) e dunque proponibile a numerosi individui, che siano atleti principianti o professionisti, o semplicemente clienti di un centro fitness. L’unico consiglio è di accertarsi sempre sulle qualifiche e sulle esperienze conseguite dai propri allenatori”.

Progetti per il futuro?

D: “Semplicemente contribuire a diffondere questa antica quanto innovativa arte, e consolidare nel tempo ciò che si sta creando”.

F: “Partendo dal presupposto che amo moltissimo ciò che faccio attualmente, credo che non si possa abbandonare un lavoro che è parte di noi, sarebbe come tradire ciò che si è. Il mio motto è sempre stato “So di non sapere”; parto da esso per augurarmi di ampliare progressivamente la mia cultura e la mia preparazione. Che cosa vorrei fare da grande? Vorrei continuare a fare il personal trainer posturale, il preparatore atletico, nonchè imparare le tecniche di terapia manuale lasciando spazio alla kinesiologia e alle scienze affini”.

Grazie Daniele, grazie Francesco!