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"donnaserpente"Una donna serpente: è l’immagine sulla locandina del prossimo Festival della Valle d’Itria, è il titolo dell’opera che lo inaugurerà ma, soprattutto, è la metafora di questa manifestazione che festeggia i suoi primi 40 anni e "ha dimostrato di saper sacrificare la pelle vecchia a vantaggio della nuova, con spirito sempre fedele a se stesso".

Il Festival è stato presentato ieri mattina a Bari, nelle sede della Regione Puglia, dal presidente Nichi Vendola, dall’assessore alla cultura Silvia Godelli, dal presidente della Fondazione Paolo Grassi, Franco Punzi, dal direttore artistico Alberto Triola e dai sindaci del Comuni della Valle d’Itria. Si svolgerà a Martina Franca (Taranto) dal 18 luglio al 3 agosto.

Il serpente dunque come capacità di cambiare pelle e rinnovarsi ma anche di muoversi seguendo spirali concentriche che si snodano, ma sembrano tornare al punto di origine. Si parte quindi con La donna serpente di un compositore del Novecento Alfredo Casella, autore che guarda al passato ma si proietta nel futuro. La direzione orchestrale è affidata a Fabio Luisi, che ha iniziato circa trenta anni fa la sua carriera a Martina Franca con Rodolfo Celletti e torna ora su quel podio dopo aver diretto a lungo orchestre prestigiose a New York e Zurigo.

"serpentemartina"Con la seconda opera si torna al settecento pugliese: è Armida di Tommaso Traetta con la direzione orchestrale affidata a Antonio Greco. Le due opere, che saranno le sole ad essere rappresentate nel Palazzo Ducale, racchiudono in sè gli elementi chiave della storia del festival: il belcanto, il barocco, la scuola pugliese-napoletana.

Il programma, particolarmente ricco e variegato di quest’anno, propone ancora la messa in scena di Orphee et Euridice di Gluck (primo agosto), un ritorno al futuro perché fu proprio con questa opera che nel 1975 venne inaugurato il Festival. E ancora il Concerto di balcanto diretto anche questo da Fabio Luisi, nel corso del quale sarà consegnato il premio Rodolfo Celletti al maestro Alberto Zedda che diresse l’opera che inaugurò la prima edizione del Festival 40 anni fa. E ancora Il diluvio di Noe di Britten per i più giovani, e il Concerto d’Europa. Quest’ultimo è – ha sottolineato Triola – un progetto che proietta il festival verso il futuro e ne fa un simbolo dell’Europa. E’ stato realizzato in collaborazione tra Italia, Svezia, Estonia e Gran Bretagna e sarà eseguito in tre comuni della Valle d’Itria, Martina Franca, Cisternino e Ceglie Messapica. Il festival infine offre una nuova proposta culturale che – si augurano gli organizzatori – venga adottata da molti. Si tratta dell’’Opera in giardino, l’allestimento in forma più semplice di quella teatrale di un ‘opera nel giardino di un relais di lusso di Martina Franca, con gli spettatori seduti a tavolini disseminati sull’erba".