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"Vinicio"Si veste di innovazione e racconta la percezione uditiva il prossimo evento della rassegna d’arte contemporanea “MyPerception-l’arte nei cinque sensi” che domenica 29 giugno alle 21 inaugura ONE NIGHT EAR VISION-exposition five. Una mostra evento della durata di una notte ospitata dal fondatore del progetto Nico Caradonna, attento ricercatore di design nel settore eyewear,  presso gli spazi VisionOttica Caradonna a Modugno. Giunto, infatti, al dodicesimo mese di attività, il percorso artistico  MyPerception, patrocinato da Regione Puglia, Provincia di Bari e Comune di Modugno, curato dalla giornalista Stefania Ferrante, conclude l’esplorazione dei cinque sensi con una ONE NIGHT dedicata al suono. In esposizioni le installazioni audio video di Maurizio Di Luzio – Antonio Giovane, Dualbit (Leandro Summo, Alessandro Vangi),  Nik Fiorentino, Grazia Frappampina, Giuseppe Magrone, Davide Mangione, tutti  studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari, partner del progetto. Curatore di questo nuovo appuntamento con l’arte il professor Antonio Rollo, docente di Computer Art presso l’Accademia, intervistato da noi di LSDmagazine per l’occasione.

 All’interno di ONE NIGHT EAR VISION– exposition five In che modo lei ed i suoi studenti siete riusciti ad intrecciare percezione uditiva, arte e multimedialità? 

Iniziamo da  un paradosso. Il paradosso istituzionale del concetto di Computer Art, la materia che insegno da tre anni all’Accademia di Belle Arti di Bari. La Computer Art, al singolare, esprime un territorio di ricerca che si apre negli anni Cinquanta e si delimita appena vent’anni dopo. Quello che in realtà insegno è un complesso insieme di pratiche creative che coinvolgono nel processo di sviluppo di un’opera d’arte il computer. Pertanto Computer Art diventa Computer Arts, al plurale. In questa pluralità trovano spazio di rappresentazione tutti i sensi umani, compreso l’ossimorico udito, che per sua natura dovrebbe spettare al Conservatorio, ma che attraverso la continua pressione tecnologica legata alla convergenza di visione e ascolto, basti pensare al teatro, al cinema e all’installazione, porta l’ascolto ad essere indagato anche nelle Accademie. In questo nuovo giardino della creazione elettronica prendono vita, passando dalle passioni dei singoli studenti, germogli di contemporanea rappresentazione del mondo. Parafrasando Clarissa Pinkola Pinkerton, gli studenti di arti con il computer stanno tentando di scrivere la mappa artistica del presente, per consegnarla alla lettura delle generazioni future.

"10336692_10152477389954470_5595254132268945997_n"Allestire una mostra/evento sul senso dell’udito all’interno di un negozio di ottica è stata una messa alla prova complessa per i suoi studenti?

Essendo l’ossimoro parte del processo creativo, esplorare l’udito in un negozio di ottica si è rivelata un’impresa semplice. Avendo imparato a vedere con gli occhi chiusi, ci chiediamo se possiamo interferire sull’ascolto proponendo sperimentali allitterazioni in cui invece di mettere le ali agli occhi, tentiamo di mettere le ali alle orecchie.

Questa volta l’esposizione tratterà tre elementi fondamentali legati all’udito: il suono della voce, quello della natura ed il suono della musica. I ragazzi come hanno reagito nel misurarsi con una mostra “a tema”?

Gli studenti più che misurarsi con un “tema” sono stati aggregati intorno al “tema” poiché sono loro stessi delle antenne attive sul mondo dell’arte, e la relazione tra arti e computer necessariamente fa emergere nicchie di ricerca in cui voce, natura e musica molto spesso sono i semi di approfondimento. Infatti la metà degli studenti in mostra presenta il proprio lavoro di tesi, mentre gli altri presentano i risultati di un percorso avviato durante le lezioni e proseguito in maniera originale nel tempo oltre le mie lezioni.

Con questo progetto i ragazzi si possono confrontare con una realtà che, se pur all’avanguardia e orientata al designer e alla creatività, è sempre ancorata ad un’attività commerciale. Secondo lei esperienze di questo tipo sono di buon auspicio per la creazione di sinergie anche di tipo lavorativo? 

Uno dei problemi delle arti con il computer è la definizione stessa di capolavoro. Senza capolavori le arti sarebbero dimenticate. Molto spesso un capolavoro in cui è presente il computer è legato ad uno spazio ed un tempo ben definito, come per gli happening degli anni Settanta. In questo senso la temporaneità di un prodotto commerciale, espressa dalla drammatica pratica dell’obsolescenza, senza la quale non ci sarebbe il bisogno di produrre e consumare nuovi prodotti, può ed ha già intersecato la creatività con le nuove tecnologie sopratutto in termini di comunicazione. Ma qui torniamo al paradosso. Se un capolavoro è destinato a consumarsi in una bolla spazio temporale, cosa lasciamo come mappa del presente a chi verrà dopo di noi?

Giugno 2014. Dopo un anno si conclude il percorso artistico sensoriale di “MyPerception – L’arte nei cinque sensi”, un’iniziativa interessante che mette in luce il legame arte- percezione in maniera originale a partire dal fatto che l’arte  si interfaccia con il privato. Cosa ne pensa?

Fondamentalmente la cura di questa rassegna d’’arte contemporanea è riuscita ad intercettare le tendenze della ricerca artistica contemporanea già in fase di progettazione, e questo è un gran merito che va riconosciuto. La sotto cura dei sensi, affidata ai docenti dell’Accademia di Bari, non ha faticato nel mettere insieme i risultati di percorsi teorici e sperimentazioni pratiche in sintonia con i meni della ricerca proposti dallo stesso My Perception. Non vedo l’ora di partecipare all’allestimento della prossima grande mostra che, dopo l’estate, metterà  insieme la strada fin qui attraversata!