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Sono partiti in 28 per portare in Senato la voce dei ragazzi e delle ragazze di tutti i quartieri della città di Bari. E’ il momento conclusivo del progetto Crescere al Sud che a Bari negli scorsi otto mesi ha coinvolto un gruppo di minori dai 12 ai 18 anni coordinati da Lucia Abbinante referente dell’associazione barese Kreattiva, una delle realtà fondatrici dell’alleanza Crescere al Sud e impegnata da anni sul fronte della partecipazione dei minori.

Al centro dell’inchiesta barese – nata dai reali bisogni dei ragazzi coinvolti e da loro stessi condotta sul territorio – la carenza di spazi aggregativi e di socializzazione in città, specialmente nelle periferie, tema affrontato dal sedicenne Fabrizio Tamma nella sua relazione davanti al presidente del Senato Pietro Grasso: "Questo progetto é stato un momento di crescita importante, per la prima volta c’è stata l’occasione di essere ascoltati in maniera formale dalle istituzioni sulle difficoltà di crescere nel Mezzogiorno". "Chiediamo che l’embrione del nostro futuro venga protetto dalla placenta dello Stato", ha concluso lo studente barese.

L’iniziativa promossa da “Crescere al Sud”, l’alleanza di più di 40 organizzazioni e realtà nazionali e locali, che lavorano per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini e degli adolescenti delle regioni del Mezzogiorno.

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L’importante è “accuminciari”. "…Sappiamo tutti che la vita, quaggiù, è lontanissima dall’essere quella delle fiabe che ascoltavamo da piccoli, ma non ci piangiamo addosso: si cerca tutti insieme una via d’uscita, un riscatto sociale, un modo per prendere coscienza, per liberarci dalle catene che ci legano ai pregiudizi ed alle contraddizioni della nostra bella terra. Non è un compito facile, e non è detto che ci riesca di portarlo a termine, ma penso che ciò che conti davvero sia provarci tutti insieme, muovere il primo passo: mia nonna mi dice sempre “U grossu è accuminciari”, ragazzi e ragazze di “Crescere al Sud”.

Con la voglia di futuro, nonostante tutto.“Essere giovani al Sud non è facile. Ogni mattina ti svegli e non sai ancora cosa ne sarà del tuo futuro. Hai dei sogni nel cassetto ed è probabile che siano destinati a rimanere lì, ma la nostra determinazione, la nostra voglia di crearci il nostro futuro, il desiderio di cambiare la realtà, di essere la parte attiva della società e non quella passiva, sono le uniche armi che abbiamo per non vivere una vita di precarietà, per avere certezze e dare certezze alle generazioni che verranno, per dare altre possibilità a chi finisce per strada pensando che la malavita sia l’unico modo per guadagnare soldi e rispetto”. Ragazza di Palermo.

Il sogno di un pullman in orario. “A volte immagino come sarebbe stato vivere in un luogo diverso, magari in un luogo dove non bisogna farsi condizionare dagli orari del treno per costruire la propria vita sociale. Non credo di chieder troppo, chiedo solo di trovare un bus o un treno quando la mia migliore amica mi dice di volermi incontrare o quando ho voglia di fare un giro…”. Ragazzo della Locride.

"baricrescerealsud709"Sono i pensieri di alcuni dei circa 200 ragazzi provenienti da Bari, Locri, Napoli e Palermo oggi protagonisti al Senato dell’iniziativa “Crescere al Sud”: un incontro per restituire e portare all’attenzione delle Istituzioni uno spaccato di come sia la vita di un giovane al Sud, quali le difficoltà, sfide ma anche le opportunità che un adolescente incontra quotidianamente nei propri territori e sul proprio cammino. Il tutto indagato e ocumentato attraverso il linguaggio giornalistico: 8 mesi di ricerche, foto, riprese, realizzate con l’aiuto di giornalisti professionisti e culminate, tra l’altro, nella produzione di alcuni video trasmessi oggi.

La mancanza di servizi per la prima infanzia. In Calabria è di appena il 2,5% la percentuale di bambini fra 0 e 2 anni che usufruisce di un asilo nido pubblico (il dato posiziona la Calabria all’ultimo posto in Italia), la Campania resta ferma al 2,8% mentre in Sicilia si
registra una diminuzione (- 0,2%), per un totale di copertura appena del 5,3%, a cui segue la Puglia, con il 4,6%. Dati che segnalano una forte distanza con le regioni italiane più “virtuose” (in Emilia Romagna, per esempio, la presa in carico riguarda il 26,5% dei bimbi
da 0 a 2 anni) e ancor più con l’obiettivo europeo del 33%. Sempre più sole si ritrovano le
neo-famiglie a causa della progressiva contrazione dei consultori (-20 unità rispettivamente in Campania e Puglia e -8 unità in Sicilia e Calabria) e degli altri servizi di sostegno alla genitorialità; per strada, fuori dalle scuole: in Sicilia è del 24,8% la quota di minori che abbandona prematuramente la scuola, la percentuale più alta dello stivale insieme a quella della Sardegna, a distanza siderale dalla soglia del 10% stabilita dall’Ue (entro il 2020); e sopra la media nazionale e molto distanziati dal target Ue sono i livelli di dispersione scolastica anche nelle altre regioni meridionali (21,8% in Campania, al 19,7% in Puglia e al 17,3% in Calabria); circa 500.000 sono i minori in povertà assoluta (il 13,9% di quelli che vivono al sud), con una punta di 175.000 bambini e ragazzi della Sicilia, pari al 19%; segue la Puglia dove la povertà assoluta fra i bambini è del 15,5%, in Calabria è del 12,9%, in Campania dell’11,7%, a fronte di circa l’8% nel Centro e Nord Italia, con una crescita del 20% rispetto al 2011.