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"xmannew2"
Era iniziata nel 2000 nelle mani di Bryan Singer. Adesso la saga ‘X-Men’ torna nelle mani del regista statunitense. ‘X-Men Giorni di un futuro passato’ è una sorta di chiusura del cerchio, è un ritorno al passato per sistemare il futuro. Saltando da un’epoca all’altra, i personaggi si confrontano con se stessi da giovani. Solo cambiando le scelte di un tempo, si può infatti sperare nella sopravvivenza della specie dei mutanti e nel futuro del mondo. Tocca a Wolverine (Hugh Jackman) catapultarsi dal 2023 al 1973 per impedire a Mystica (Jennifer Lawrence) di uccidere Bolivar Trask, creatore delle Sentinelle rilevatrici che sono la causa del tragico scenario futuristico.

Il salto temporale ci riporta ai tempi di Nixon ed è sottolineato da Singer con un cambio di tonalità. Dai colori brillanti del presente/futuro si passa alle tinte color seppia che richiamano visivamente l’idea di un riavvolgersi all’indietro del tempo. Nello scontro cinematografico tra futuro e passato, la vittoria è comunque sicuramente del passato. Il 2023 descrive una sorta di mondo distopico che sa di già visto. Il salto indietro invece è particolarmente riuscito e regala una dimensione originale e a tratti parodica.

Non si crea però mai un brusco e irrealistico distacco tra le due dimensioni, né tantomeno buchi logici nella storia. Il ritmo è anzi sempre serrato e particolarmente avvincente. Nelle oltre due ore di film, Singer non lascia il tempo di annoiarsi. La pellicola scorre velocissima, supportata dall’azione incalzante. Allo stesso tempo la trama è sostenuta da una sottile e mai invadente ironia che non risparmia nemmeno il presidente John Fitzgerald Kennedy e da un ammiccamento a saghe o episodi precedenti. Insomma Bryan Singer crea una pellicola ben riuscita, che si gusta piacevolmente e da guardare tutta…aspettando la fine dei titoli di coda!