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Anche quest’anno riparte il Bari International Music Festival, giunto alla sua terza edizione, intitolato Voces  Intimae”. Il nome si ispira alle due parole poste da Sibelius su tre accordi, nel manoscritto del suo quartetto posseduto da un suo amico. Un fine inafferrabile proprio come il significato delle parole latine. Traducibile come “voci intime” o “voci interiori”, l’espressione si riferisce alla assorta conversazione fra i quattro strumenti, o probabilmente all’uso che Sibelius fa del quartetto come mezzo per dar voce ai propri pensieri nascosti. Un utilizzo verbale ambiguo che, senza dubbio, contribuisce a dare a queste parole un certo fascino. La musica da sempre è stata lo strumento di espressione del mondo interiore umano e la musica da camera è il palcoscenico su cui gli strumenti conversano in tempo reale.

Dopo lo straordinario successo di pubblico e di critica riscosso dalle prime due edizioni, anche il 2014 si preannuncia entusiasmante, con un programma studiato e curato nei minimi dettagli dal direttore artistico David Fung.

Quest’anno sarà presente in esclusiva il soprano di fama mondiale Sherezade Panthaki, che si esibirà per la prima volta a Bari. L’artista aprirà il prossimo 24 maggio la serie di concerti di questa edizione, con un programma intitolato La voce barocca” che prevede mirabolanti e suadenti arie di Handel, accanto a opere strumentali settecentesche. Obiettivo di quest’anno infatti, sarà quello di abbinare le tipiche figure barocche con quelle di autori di epoca diversa, e creare così interessanti ensamble e combinazioni musicali. A fare da cornice sarà l’Auditorium Diocesano Vallisa, noto per l’eccezionale acustica, dove si terranno tutti e cinque i concerti.

Il secondo appuntamento di “Voces Intimae”, che si terrà il 28 maggio, ruota intorno all’enigmatico omonimo quartetto di Sibelius , affiancato da opere altrettanto intime e vibranti di Strauss, Rachmaninov e Arvo Pärt. Il terzo concerto, Per amore di Clara”, del 31 maggio, presenta le musiche appassionate di quello che è il triangolo amoroso più famoso della musica – Clara Schumann, Robert Schumann e Johannes Brahms – mentre Intimacy and Excess”, il quarto concerto che si terrà il 4 giugno, esplora gli estremi quasi bipolari delle Tre Sonate per violino e pianoforte, Op. 30 di Beethoven. Il festival si concluderà con il concerto finale della stagione, In Memoriam”, del 7 giugno, composto da due delle opere più toccanti della letteratura cameristica, i Trii per pianoforte di Shostakovich e Tchaikovsky, entrambi nati dal dolore della perdita di un caro amico.

Un programma, dunque, ricco di emozione e pathos, ma soprattutto di musicisti di altissimo livello, provenienti da ogni parte del globo. Tutti gli artisti sono diventati parte del BIMF non solo per il loro riconosciuto talento, ma anche per il desiderio dichiarato di creare un legame con la comunità in cui si esibiranno e insegneranno. Dunque non solo maestri dal talento innato, ma veri e propri ambasciatori della musica. Tra i nomi internazionali di spicco, oltre all’indiana Panthaki, troveremo  Dennis e Johan KimMolly Carr, Top Prize Winner al Primrose International Viola Competition; il pianista australiano David Fung, direttore artistico del BIMF 2014; le violiniste Holly Piccoli e  Lya Petrova. Quest’ultima, all’età di otto anni, si è aggiudicata la Mozart Medal e il titolo di “The youngest  artist of UNESCO”. A tenere alto il nome dell’Italia nel panorama internazionale troveremo il pianista Fernando Altamura, vincitore nel 2004 del premio Salisburgo nonché direttore esecutivo del BIMF, e il foggiano Angelo Nasuto, pianista che quest’anno si è distinto fra i migliori studenti dell’Accademia e potrà esibirsi fianco a fianco con i colleghi provenienti dai Paesi di tutto il mondo.

Il tema di quest’anno sottolinea l’importanza della musica classica nel tessuto sociale, linguaggio in cui “le parole vengono meno, la musica parla”, ormai motto della stagione 2014. La proposta del festival è unica a Bari e il BIMF vibra dell’energia, generosità ed entusiasmo della sua comunità. Non vediamo l’ora di ascoltarli, dunque, per uno scambio all’insegna della buona musica.

Foto di Ornella Quivelli