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Una vita dedicata alla musica. Prima come corista, poi come cantante pop, cantante jazz, vocal coach nei talent show: i mille volti di Rossana Casale che quest’anno festeggia i 30 anni dal primo album pubblicato (Rossana Casale, 1984). "Ho attraversato gli anni e i generi e ora sono tornata a essere la ragazzina con la chitarra di quando ho iniziato. È la chiusura di un cerchio – sintetizza l’artista, che stasera sarà all’Auditorium – Parco della Musica a Roma con il suo spettacolo, tra note e parole, "Il signor G e l’amore", in un’intervista all’ANSA -. Sono tornata a fare cose che mi emozionano. Ma rifarei tutto quello che ho fatto, non rinnego niente. Ho lasciato il pop perchè non avevo più niente da dare e mi sono dedicata al jazz e ad un altro tipo di vita, senza lo stress del pop e delle sue dinamiche".

Tra le cose che l’hanno emozionata annovera Giorgio Gaber e le sue creazioni in musica, che ora porta in giro per l’Italia in uno spettacolo-tributo che è diventato anche un album, "Il signor G e l’amore", nel quale spiccano anche "Piove" e "Sostiene l’amore", due inediti di Sandro Luporini, storico paroliere di Giorgio Gaber, "tirati fuori dal cassetto" appositamente per questo progetto, scritti dopo la morte di Gaber nel 2003. "E’ un’idea che avevo in mente da tempo, volevo approfondire il suo messaggio. Ma avendolo conosciuto e avendo frequentato la sua casa, ho messo anche una parte affettiva enorme", spiega l’artista.

Per confrontarsi con il repertorio gaberiano, da donna, ha scelto di puntare sull’amore, sulla coppia, sul matrimonio. "Ho ripensato a una chiacchierata che avevamo fatto sui sentimenti, tanti anni fa – racconta Rossana Casale -. Ecco, vorrei immaginare di essere di nuovo seduta al tavolo con lui e sentirlo parlare solo d’amore. Ovviamente in quelle canzoni racconta di sè e anche io ho cercato di mettere un pò di me". Una parte di sè che si declina anche nell’impronta fortemente jazz ("dopo Brividi, non ho fatto altro che questo") data ai brani: "Il jazz riesce a esprimere i pensieri più profondi, dà l’opportunità di liberare il vincolo delle parole, di far parlare l’anima attraverso le note. Il jazz, che nasce dal blues, esprime il dolore e la voglia del suo superamento". E lui, Gaber, cosa avrebbe detto? "Sono sicura che sarebbe stato d’accordo con me. Come lo è il pubblico, che all’inizio rimane spiazzato dall’alternarsi di letture e musica, e poi viene coinvolto totalmente".

Da cantante regala emozioni, da vocal coach, prima di Operazione Trionfo poi di X Factor ("una famiglia bellissima, costruita con dei seri professionisti"), costringe i ragazzi a guardarsi dentro e a impegnarsi per raggiungere un sogno. "La musica è cambiata tanto, anche troppo rispetto a quando ho iniziato io – racconta -. L’elettronica ha dato l’illusione di poter essere musicista anche a chi non lo era. I talent non c’entrano. Non si parla di musica, ma di tv. Il viaggio vero inizia dopo. È una palestra. Se sei un’artista, devi sapere che è una battaglia riuscire ad affermarsi".