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"claudia99"
Tanti registi, «da Coppola a Woody Allen, mi hanno detto di essersi
ispirati al cinema italiano, è stato un faro, ma oggi mancano le risorse per i
giovani registi, a differenza della Francia e soprattutto non si fanno più
coproduzioni, ed i film è difficile anche solo farli vedere». Questi per Claudia
Cardinale, oggi a Lecce per l’omaggio che le tributa il Festival del cinema europeo,
sono due dei mali del cinema di oggi. Per quanto lei, a 76 anni è più attiva che mai
e con nuovi progetti sempre all’orizzonte.
In Italia «lavoro soprattutto con giovani registi, proprio perchè voglio aiutarli –
spiega l’attrice che a giugno sarà anche celebrata dal Festival di Taormina -. Il
mio prossimo film italiano dovrebbe essere Una gita a Roma (l’opera prima
dell’attrice Karin Proia, che ha recitato anche in Boris, ndr) ma non posso dire di
più». Sorridente quanto essenziale nelle risposte, la Cardinale ricorda velocemente
anche altri dei suoi film più recenti: «Ad esempio quelli con Trueba (El artista y
la modelo, del 2012) o con De Oliveira (Gebo et l’ombre) che a 105 anni aveva più
energia di tutti noi e girava scene anche di 25 minuti, non si finiva mai». Ma
anche ‘Le fil’ del 2009 di Mehdi Ben Attia, per cui è tornata nel suo Paese natale,
la Tunisia: «interpretavo una madre che accettava l’omosessualità del figlio,
innamorato del giardiniere. La cosa incredibile è che su quel set non è venuto
neanche un giornalista, perchè per loro l’omosessualità non esiste». Tra i nuovi
film già pronti ci sono anche la montagna silenziosa di Ernst Gossner, ambientato
durante la grande guerra e Once upon a time in the western di Boris Despodov,
curiosa commedia/documentario/omaggio al cinema di Leone.
Proprio parlando di Sergio Leone, che verrà omaggiato anche a Cannes, con la
proiezione dei film della trilogia del dollaro in versione restaurata, all’attrice
si illuminano gli occhi: «Aveva un modo di girare straordinario, con la macchina da
presa prendeva dei dettagli unici degli occhi, del corpo. Sul set di C’era una volta
del west ero l’unica donna, e fra gli attori ero diventata amica di Jason Robards,
mentre Charles Bronson era un solitario, stava sempre in un angolo a giocare con una
palla».
Claudia Cardinale è contenta del successo de La grande bellezza ("almeno il cinema
italiano gira nel mondo») ma sull’attuale situazione italiana non si sbilancia e si
limita a dire: «trovo che da noi i politici siano troppi e stiano solo a litigare».
Nella sua carriera, non ha rimpianti: «Le scelte e gli incontri sono dettati dal
destino – spiega -. Ho girato anche molti film a Hollywood ma quando mi hanno
chiesto di restare ho detto no. Chi ha tentato di cambiarmi si è trovato davanti un
Ariete».
Ricorda anche l’origine della sua voce roca: «mi è venuta così perchè da ragazza non
parlavo, ero una selvaggia e passavo il tempo a fare a botte con i maschi per
provare che la donna è più forte. Mi piace il pericolo e molte scene rischiose nei
film le ho girate senza controfigura».
A fine conferenza stampa le arriva anche la dichiarazione di Carlo Verdone, che sarà
protagonista del Festival domani: «Ho detto in molte interviste Claudia che tu sei
la donna più bella del cinema italiano. Dopo di te Lucia Bosè».