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Berlusconi sorridente in una teca di vetro, come un santo imbalsamato, è l’immagine dell’incubo del protagonista che apre E’ la mia prima volta!, il mockumentary (finto documentario) di Claudio Serughetti, presentato al festival del Cinema europeo di Lecce, che racconta le difficoltà di un ventenne, Nicolò (Emanuel Caserio) nell’orientarsi per la sua prima volta al voto.

Un viaggio per provare ad orientarsi nel panorama italiano, nel quale Serughetti mescola con ironia la fiction sul quotidiano del ventenne (nel cast ci sono anche Eleonora Mancini, Cinzia Mascoli, Gianni Pellegrino), l’ironia, le scene di comizi e spot della campagna elettorale per le politiche del 2013 e le interviste fatte da Nicolò/Caserio fra gli altri, a Don Gallo, Giorgia Meloni, Vittorio Sgarbi, Beppe Grillo e a cittadini comuni.

"Vorrei anch’io premettere che ‘l’Italia è il paese che amo; ma subito vengo gelato da altri sinistri echi: tira una brutta aria. L’Italia è un paese "spolpato dalla sua corrotta classe dirigente, lo continuo però ad amare, non chiedetemi, però, perché – spiega il regista nelle note di regia -. Il film cerca, o meglio auspica, una sorta di pedagogia al voto. Prima di votare, bisogna sapere, o no?". Tra i temi affrontati nel viaggio di Nicolò, ossessionato dalla necessità di fare la scelta giusta, ci sono l’onnipresenza nei partiti degli yes men, il rapporto fra i giovani e la politica, la capacità della televisione di fare informazione corretta (ritroviamo il protagonista anche tra gli spettatori di Servizio pubblico), la variabile Beppe Grillo, la fuga di cervelli.

"Berlusconi ha anche fallito perchè dal ’91-92′ ha scelto sempre dei signorsì, ha sempre nominato senatore il suo cavallo. Quando un potere sceglie sempre dei cloni che sono più pallidi della fotocopia di una fotocopie, fallisce", spiega Carlo Freccero. La politica "è una visione, un sogno, per quello sono qui in pantofole in un furgone a 65 anni. Sono felice nel poterlo condividere", dice Grillo che parla con Nicolò dopo un comizio. Da Don Gallo, in una delle sue ultime interviste (il film è dedicato a lui e a Franca Rame), arriva anche una citazione di Gramsci nell’appello che fa ai giovani a studiare e agitarsi "perchè abbiam bisogno del vostro entusiasmo, della vostra forza e intelligenza. Dico ai giovani: non fuggite, prendete coscienza". E non mancano i temi ancora attuali nel dibattito, come il reddito minimo garantito ("un diritto di cittadinanza, di convivenza di esistenza" dice Don Gallo), e il rapporto con l’Europa, che per la Meloni finora "ha privilegiato gli interessi di certe oligarchie e non è riuscita a privilegiare la solidarietà".

Più che chiarirsi le idee, Nicolò se le confonde ancora di più, ma non si arrende: "Avete portato il Paese allo sfascio, e ora come zombie siete ritornati e riverginati, ma io, figlio, io, presente, io, futuro, posso ancora starvi ad ascoltare?", si chiede rivolgendosi idealmente alla classe politica nel monologo finale.

Passando ad un diverso argomento, invece, cominciano lunedì 5 maggio le riprese del nuovo film di Cristina Comencini, Latin Lover, una commedia corale su amore, egoismo e libertà. Protagonisti: Virna Lisi, Marisa Paredes, Valeria Bruni Tedeschi, Angela Finocchiaro, Neri Marcorè, Claudio Gioè, Francesco Scianna. Nelle province di Brindisi e Lecce le location scelte dalla Comencini per il film e si girerà in sette settimane.

Prodotto da Lumiere & Co., il film è sostenuto dall’Apulia Film Commission con un contributo pari a 250mila euro (Apulia National & International Film Fund) la cui ricaduta sul territorio sarà di 1.110.422,50 euro. La forza lavoro pugliese impiegata per la realizzazione dell’opera, compreso il location manager , è di 41 unità.