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Le gru lavorano incessantemente ed è già cominciato il conto alla rovescia per l’inaugurazione del grande Centro d’arte Botin, il progetto spagnolo di Renzo Piano che, come è stato per il Guggenheim a Bilbao, punta a diventare il simbolo di Santander nel mondo. Settemila metri quadri di superficie complessiva, con un investimento di 80 milioni di euro, dei quali 15 destinati a costruire un tunnel che collega il centro agli storici Jardines de Pereda, e altri 15 per rimodellare e raddoppiare l’aerea dello stesso parco. Presto si conoscerà la data dell’inaugurazione che, come ha annunciato Emilio Botin presidente dell’omonima Fondazione e del Banco Santander, coinciderà con il 50/esimo anniversario della fondazione e rientrerà comunque nei tempi previsti. "Piano ha fatto 25 modifiche al progetto, perchè vuole un’opera assolutamente unica", ha assicurato Botin, non nascondendo l’orgoglio per il lavoro del "migliore architetto del mondo". Intanto un primo step sarà inaugurato il 22 luglio, con l’apertura dei nuovi Jardines de Pereda e del tunnel che interra il traffico veicolare, con un programma fittissimo di attività artistiche, culturali ed educative, fra agosto e settembre, nelle quattro grandi aree – incluso il nuovo anfiteatro – che si trovano nel perimetro del doppio edificio di Renzo Piano, ancora in costruzione, e i nuovi giardini. Per il progetto "più globale, sociale e locale di Santander", la Fondazione ha affidato la direzione artistica a Benjamin Weil, che ha già lavorato per il Museo di Arte Moderna di San Francisco e all’ICA di Londra e sarà supportato da una commissione guidata da Vicente Tordoli, con la collaborazione di Fatima Sanchez Santiago, direttrice esecutiva del Centro Botin, e di Begona Guerrica-Echevarria, direttrice operazioni della Fondazione.

La mostra inaugurale sarà dedicata a Carsten Holler, in un calendario in cui si succederanno concerti, cinema, teatro, arti sceniche e seminari. La bailaora di flamenco Maria Pagès, il cantante Tony Hadley, ex vocalista degli Spandau Ballet, il gruppo pop Miss Caffeina e un intervento artistico dello stesso Carsten Holler sono alcune delle attività previste, intorno alle quali si svilupperanno quelle programmate dal Comune di Santander e dalla Fondazione Santander creativa, complementari a quelle associate al Mondiale di Vela e alla Semana del Mar o alla Semana Grande, le feste patronali dal 23 al 27 luglio. "Un esempio di collaborazione pubblico privata che genererà un’offerta culturale amplissima e aperta ad abitanti e visitatori della città cantabrica", come ha rilevato il sindaco, Inigo de la Serna. Anche Piano non ha mai nascosto la sua personale soddisfazione per questo progetto spagnolo: "il Centro Botin si inquadra nella mia traiettoria personale di progetti di centri culturali aperti, tolleranti e accessibili a tutti, come il Centro Pompidou o l’Auditorium di Roma, la Fondazione Beyler di Basilea, la Morgan Library di New York o l’Arti Institute di Chicago", sottolineava qualche tempo fa in occasione dell’avvio dei lavori. Partito nel 2012, il progetto è articolato in tre fasi: la prima con la liberazione dell’area e l’eliminazione del traffico con la costruzione del tunnel, la seconda con il raddoppio della superficie dei Jardines de Pareda, portati fino alla riva del mare e infine la terza che consisterà – sono le parole dell’architetto genovese- nel "fare atterrare sul bordo del molo, situandolo in volo sull’acqua, un centro di cultura concepito come una specie di piccola nave proveniente dallo spazio, per l’arte, la musica, la lettura, l’educazione e lo scambio culturale". I corpi di fabbrica più importanti della struttura del Centro sono stati issati su grandi pilastri il 12 luglio dello scorso anno. I due edifici non toccano terra, consentendo una visuale aperta dal giardini al mare, e restano sospesi sull’orlo del Cantabrico. Il nuovo simbolo di una città sul punto di spiccare il volo.