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"LOS_ANGELES_15"Il web, si sa, è una sorta di miniera di materiali senza fondo, in cui si può trovare di tutto, in particolare tutto ciò che fino a qualche anno fa era appannaggio esclusivo di circuiti ben determinati (discografico, cinematografico, televisivo). Oggi, nel grande contenitore reticolare si accede globalmente alla quasi totalità di questi contenuti, al punto da indurre a pensare a contenuti esplicitamente e direttamente concepiti per la rete. È il caso della webserie Crisi criminale: dieci episodi comico-noir, per la regia di Toni Bunetti, girati in una Milano suburbana e contemporanea, in cui la crisi economica finisce per attanagliare anche chi vive d’illegalità.

E Crisi criminale ha fatto incetta di premi – ben sei – all’ultimo LaWeb Festival di Los Angeles.

Tra gli attori che ne sono protagonisti, Gustavo La Volpe, volto noto per i frequentatori del piccolo schermo, avendo partecipato a fiction e produzioni sia Rai che Mediaset.

Innanzitutto, a beneficio di chi ancora non l’avesse vista, ci presenti un po’ la serie?

Crisi criminale affronta la crisi da un punto di vista molto originale, quello di Toni, un piccolo criminale comune esodato dal settore. Le sue fonti di sostentamento, furti, rapine e borseggi, si sono esaurite, perché alle gente non é rimasto più niente da rubare. Toni sarà costretto a cambiare.

Com’è nata?  Ma soprattutto, come si decide di girare una webserie? E quando lo si decide, quali ne sono gli obbiettivi, visto che la gratuità della fruizione sul web non garantisce introiti immediati?

Realizzare una webserie è un lavoro divertente, ma non è semplice, perché impone tutte le problematiche di una produzione seriale con l’aggravante della ridotta disponibilità economica. Kubrik, che è un’agenzia creativa dal carattere innovativo, ha pensato che fosse il momento giusto per entrare nel mondo web con un prodotto diverso. Non c’è ritorno economico immediato ma i risultati si costruiscono a piccoli passi. Il primo risultato ottenuto è stata la visibilità che Kubrik e tutti noi abbiamo ottenuto grazie alla qualità della serie. Il secondo è stato il grande successo di Los Angeles, che ha creato nuova visibilità e interesse, ad esempio Giovanni Minoli, incuriosito da Crisi Criminale, ha intervistato Toni Brunetti (autore e regista della serie) a Mix 24.  Crisi Criminale è un investimento che darà i suoi frutti nel tempo.

Che risorsa rappresenta il web per chi fa cinema? Un ostacolo in più o una nuova frontiera?

Il web al momento è un punto di partenza, una vetrina, dove è possibile sperimentare, dunque è senz’altro un’opportunità. In futuro, ne siamo certi, diventerà il punto d’arrivo.

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Quanto sono durate complessivamente le riprese dei dieci episodi? E com’è stato girare questa serie? La sensazione che si ha, vedendo gli episodi, è che vi siate anche divertiti molto a girare. C’è qualche aneddoto particolare capitato mentre giravate? 

Tutto il lavoro è stato concentrato in pochissimi giorni di prove, cinque o sei, con lunghe notti. Per fortuna il set era molto affiatato e formato da grandi  professionisti: da Toni Brunetti, regista, autore ed ideatore della serie, allo straordinario Salvatore Anversa, direttore della fotografia. Senza dimenticare tutti gli attori e le attrici che hanno partecipato. Mi sono molto divertito a girare Crisi Criminale e soprattutto ho goduto dei siparietti di Salvatore e Toni, rispettivamente siciliano e milanese, in cui si scontravano la pignoleria artistica del primo con le esigenze della tempistica del secondo. Un aneddoto particolare è legato all’episodio in cui Toni rapisce un americano in strada: abbiamo girato di notte, in strada, in zona fiera a Milano ed io ho dovuto tirare fuori una grossa pistola con cui costringevo in macchina la mia vittima. Beh, ricordo che c’era la polizia che passava spesso ed io dovevo nascondere l’arma continuamente con la paura che  ci fermassero.

Cosa cambia, per un attore, tra il recitare in una produzione tradizionale ed il recitare in una serie per il web?

A livello tecnico assolutamente nulla. Per ciò che riguarda invece il ritorno artistico, il web ti consente una diffusione su scala internazionale con tutti i vantaggi ad essa legati. Ho fatto molte fiction, soap e prodotti simili in Italia ricavandone poco denaro e poca gloria: un noto agente di Roma alla mia richiesta di cosa bisognasse fare per avere personaggi che potessero cambiare la vita artisticamente ed economicamente mi rispose "Gustà, chi conosci?". Crisi Criminale è la mia prima webserie e mi ha dato la soddisfazione di vincere il premio come migliore attore protagonista per la categoria “Dramedi” al LAWebfestival di Los Angeles, uno dei più prestigiosi al mondo.

Proprio a proposito dei premi ricevuti a Los Angeles: cosa ha rappresentato (per te, per quelli che hanno contribuito alla realizzazione di questa serie) il successo al La Web Series Festival 2014?

Una grandissima soddisfazione personale e d’equipe per aver creduto in un progetto nuovo, con un budget limitato, che ha però permesso di ottenere un successo inimmaginabile ed all’inizio  insperato in un festival così importante, di rilevanza mondiale: volevo ricordare che la giuria del LAWeb, formata dai presidenti di festival di altri Paesi, di Parigi, Roma, Marsiglia e via discorrendo, ci ha assegnato ben sei premi, tra cui migliore serie e migliore attore protagonista.

A livello distributivo, Crisi criminale rimarrà confinata nello spazio web, oppure potrebbero aprirsi, anche alla luce dei riconoscimenti ottenuti, altri canali di diffusione? È possibile che questa serie abbia anche un seguito?

Credo, ma soprattutto mi auguro, che Crisi Criminale diventi un lungometraggio, penso ne abbia tutte le possibilità. Spero che il successo internazionale ottenuto crei le condizioni perché si apra qualche sbocco produttivo. So per certo che Toni Brunetti, ideatore e sceneggiatore, nonché regista, è molto motivato e convinto della sua creatura e sono sicuro che farà il possibile per offrire a Crisi Criminale ogni sviluppo possibile.

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Ed ora che cosa succederà? Pensi che il filone web sia una strada da perseguire ancora? Quali sono le aspirazioni che hai per la tua carriera nell’imminente futuro?

Il filone web è in continua espansione, credo addirittura in maniera esponenziale. È chiaramente il modo più veloce, diretto ed economico per far conoscere il proprio progetto. Il problema è che non c’è alcun tipo di selezione o controllo di quello che viene messo in rete, che poche volte garantisce un adeguato standard di qualità. Aspirazioni? Tantissime. L’immediata è quella di vedere il mio prossimo spettacolo Come Erika e Omar… È tutto uno show – che debutta il 6 maggio a Roma con la regia di Enzo Iacchetti, le coreografie di Alessandra Costa, fantastiche musiche di Francesco Lori, scritto da Tobia Rossi ed interpretato da un fantastico gruppo di performers –  ottenere il successo che merita. Poi ho molti progetti teatrali in pentola per la prossima stagione che attendono di concretizzarsi, tra cui un recital su Frank Sinatra. Ma soprattutto spero che il successo di Crisi Criminale faccia da volano perché si realizzino e si sviluppino tante proposte cinematografiche, italiane e non, ma questo è imprevedibile.

Da attore, qual è il sogno che ti piacerebbe realizzare?

Un attore è un sognatore per antonomasia. Sono tanti i personaggi che vorrei interpretare, a teatro al cinema, i progetti che vorrei realizzare. Il premio che ho vinto oggi è una sorta di Oscar del Web… Il sogno? Vincere l’Oscar del cinema. Chissà!

E se guardi avanti quali sono le prospettive che vedi per te?

Mah! Questa è l’unica domanda alla quale è impossibile rispondere. Mi sento molto "Nemo propheta in patria": non si viene apprezzati a casa propria ma fuori. Vedremo.