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"comencini"
"E’ una commedia con al centro un divo, un latin lover che ha seminato figli e mogli dappertutto. Nel decennale della morte a San Vito dei Normanni si riunisce tutta la sua famiglia per ricordarlo". Così Cristina Comencini ieri al Festival di Bari ha annunciato, durante la sua lezione di cinema, il suo prossimo film che si chiamerà appunto Latin lover e inizierà le riprese il 5 maggio con un cast composto da Virna Lisi, Marisa Paredes, Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi e Federico Scianna nel ruolo del latin lover.

Ecco per voci la visione del cinema e della letteratura della Comencini:

SCRITTURA – Quando scrivo un libro o un film non so mai dove mi porterà, comincio a scrivere e poi la storia si sviluppa da sola.

PERSONAGGI – La voglia di raccontare dei personaggi, dare loco carne, è questo che in genere mi spinge a scrivere, come anche a fare cinema.

SCAMBIO – Una delle cose più belle della generazione precedente cinematografica è il fatto che tra loro c’era uno scambio di idee e di progetti. Ora se qualcuno si applica ad una storia mia è una cosa che mi piace, mi arrabbio solo se la mia storia viene resa male.

LEGGEREZZA – La leggerezza ha un valore enorme per il cinema e per la letteratura. E’ difficile però saperci arrivare. Ha ragione Verdone quando dice che non si può morire di sola commedia in Italia.

FAMIGLIA – Vengo da una famiglia molto numerosa napoletana in cui si passava dalla commedia alla tragedia in un attimo. Questo si può vedere anche nelle mie opere.

ARTE – Ci vuole molta incoscienza nello scrivere e fare film. Io non mi diverto però se non vado a cercare nuovi spunti.

OSCAR – Il premio a Paolo Sorrentino è stata una cosa molto importante. Lui non ha avuto paura e si è messo accanto ad un gigante come Federico Fellini. Ha fatto bene perchè in Italia c’è sempre la visione che il passato è più importante e che non lo si può toccare.

DONNE – Sono sempre troppo poche alla regia. Ora le nuove generazioni sono più decise, ma non per questo trovano meno complicazioni. Spero che presto le donne occupino quei posti di potere che danno finanziamento al cinema perchè la loro poetica spesso non viene finanziata e comunque viene sottovalutata.

Cristina Comencini, regista, sceneggiatrice e scrittrice italiana, figlia di Luigi Comencini, ha ricordato infine anche il padre: "Ieri sono stati sette anni che è morto mio padre, è stato un uomo libero ma anche maschilista come tutti gli uomini della sua generazione. Riguardo alle sue figlie era però un emancipazionista che ci ha fatto capire che il lavoro veniva al primo posto.