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E’ stata scelta la città di Bari per presentare i risultati finali di INNOFOOD SEE, il progetto europeo per la conoscenza, l’analisi e la comparazione dei processi di innovazione agroalimentare nell’area Sud Est Europa. Questo progetto ha coinvolto nove Paesi europei, Slovenia, Serbia, Grecia, Bulgaria, Romania, Moldavia, Ucraina, Ungheria e, naturalmente, Italia, e ha avuto come obiettivo finale il confronto tra le future opportunità rappresentate dalle politiche comunitarie e l’individuazione delle prospettive di crescita su cui l’Europa punta per promuovere l’economia del Sud Est europeo. Alla Conferenza internazionale, organizzata presso il Salone degli Affreschi dell’Università Aldo Moro il 26 e il 27 marzo dall’ISPA CNR – Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari, hanno preso parte i rappresentanti dei maggiori organismi coinvolti. Dalla Grecia sono giunti a Bari per parlare di innovazione e ricerca tecnologica nel settore alimentare dell’area del Sud Est Europa il Segretario Generale per la Ricerca e la Tecnologia del Ministero dell’Educazione e degli Affari Religiosi,Panagiotis Chatzinikolaou, il coordinatore del progetto Anagnostis Argiriou, in rappresentanza del CERTH – Greece (Centre for Research and Technology Hellas – Institute of Applied Biosciences), Costantinos Styliaras della Federazione industriale della Grecia Settentrionale, e George Papapostolou del CERTH – Greece. Rispettivamente dall’Ungheria e dal Belgio, invece, sono arrivati Niko Finka, responsabile finanziario di tutto il programma di cooperazione europea SEE, e Hans De Steur, professore alla Ghent University.
La conferenza, introdotta dal direttore pro-tempore del CNR ISPA di Bari Antonio F. Logrieco, ha posto subito il punto sugli obiettivi del progetto incentrati sulla propulsione di appositi meccanismi per facilitare scambi e coordinamento degli approcci di ricerca, tecnologia e innovazione. I relatori internazionali, poi, hanno presentato i loro reports sui trends in atto, illustrando ai presenti anche alcune case history per meglio evidenziare il “cammino” del progetto nei rispettivi Stati di appartenenza, in ognuno dei quali la strategia adottata è soprattutto quella di coinvolgere il pubblico per aumentare la consapevolezza pubblica sull’importanza del progresso tecnologico e dell’innovazione nel settore alimentare. La due giorni a Bari ha voluto rappresentare non solo l’occasione per tracciare lo scenario attuale, ma anche un punto di partenza e di stimolo per una più completa collaborazione con i diversi player dell’area del Sud Est Europa. Ciò è stato sintetizzato dal dr. Panagiotis Chatzinikolaou in un concetto forte e chiaro: “Dobbiamo passare dall’Unione Europea all’Innovazione Europea, per un’Europa che nel 2020 sia brillante, sostenibile e in crescita”. A proposito di ciò si è parlato delle prospettive derivanti da Horizon 2020, il nuovo programma del sistema di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca della Commissione europea, e dei prossimi programmi di cooperazione internazionale.

L’attenzione è stata poi focalizzata su quelli che sono i risultati che si attendono in un futuro più o meno immediato da tale progetto internazionale. E cioè sui Piani Operativi per Ricerca e Sviluppo Tecnologico, sugli investimenti per l’innovazione nel settore agroalimentare, sui sistemi di monitoraggio, sugli scambi tra industria ed enti di ricerca nella prospettiva di una cooperazione internazionale sempre più efficace e sulla diffusione e sullo sfruttamento dei risultati stessi, in modo tale che tutti, dalle piccole e medie imprese alimentari agli enti  pubblici possano beneficiarne a livello nazionale ed europeo.

Il giorno successivo, il Salone degli Affreschi si è trasformato in un vero e proprio bureau in cui si sono susseguite tavole rotonde sulle principali filiere (olio, vino, latte, carne e derivati, ortofrutta, cereali e prodotti da forno) e incontri B2B, al fine di favorire la creazione di sinergie e partnership di cooperazione specie per i prossimi programmi di finanziamento europeo sul fronte SEE/Adriatico.