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"PRIGIONIERO_99"
Un appartamento sulla Seconda Strada di New York. È questo lo sfondo delle tragicomiche vicissitudini di Mel e Edna, sceneggiate nel 1975 da Neil Simon e raccontante da Melvin Frank, in una pellicola con Jack Lemmon e Anne Bancroft. Una pellicola che ritrova tutta la sua attualità nella divertente e amara pièce con cui Maurizio Casagrande e Tosca D’Aquino danno forma a una storia di nevrosi e crisi. La loro è una commedia nera, fatta di scene assai divertenti e di momenti cupi. Mel e Edna sono due personaggi profondamente contemporanei perché si trovano in situazioni che fanno parte dei nostri tempi.

Mel è un uomo onesto ma, licenziato dopo ventidue anni da dirigente, resta vittima della depressione e finisce in cura da uno psicanalista. Per buona parte dello spettacolo incarna l’immagine di un essere umano in crisi esistenziale che non riesce più a vedere il lato
positivo delle cose. Ogni piccolo inconveniente (l’afa estiva, lo sciacquone difettoso, i rumori delle vicine viziose, l’abbaiare dei cani) diventa occasione di nevrosi comiche. Edna è, invece, la moglie affettuosa che prova ad alleviare l’insoddisfazione cronica del marito e cerca di risollevare le sorti economiche della famiglia (riprendendo il suo vecchio lavoro di segretaria). In un certo senso, fa da controcanto a Mel e vive tutto con maggiore serenità e
coraggio. Finché le ansie e l’alienazione colpiscono anche lei che inizia a imprecare contro la vicina, responsabile della mancanza di acqua nel condominio.

"casagrande_7"
Nonostante qualche momento esasperato e quasi farsesco, “Prigioniero della Seconda Strada” è una pièce realistica.
Come lo è l’elaborata scenografia che ricostruisce la casa di Mel e Edna con tutte le sue stanze e persino con il balcone. Scena dopo scena, Maurizio Casagrande e Tosca D’Aquino ripercorrono le grandi e piccole difficoltà dell’epoca moderna: la mancanza di lavoro, il sistema capitalistico che ci porta ad accumulare oggetti inutili (destinati solo a diventare immondizia), l’invivibilità delle abitazioni, la difficile convivenza con chi ci sta intorno,
le tensioni derivanti da una vita frenetica. E soprattutto gli effetti potenzialmente disastrosi che tutto ciò può avere sull’uomo e sulla sua vita. Lo
spettacolo comunque non è mai pesante. Al contrario, affronta ogni cosa con un
tocco di leggerezza e assicura allo spettatore una buona dose di risate,
regalando alla fine un messaggio di fiducia.

Info: Teatro Sala Umberto (Roma,
Via della Mercede 50)

Data: dal 25 febbraio al 16 marzo
2014

Orari: dal martedì al sabato ore
21.00, sabato e domenica ore 17.00

Biglietti: da 32 a 16 euro