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"Ossip-Zadkine4"In Castronuovo di Sant’Andrea (Basilicata) è stata inaugurata il 2 marzo nelle sale del Museo Internazionale della Grafica e nella Biblioteca Comunale “Alessandro Appella” la mostra dedicata a Ossip Zadkine e Achille Perilli. L’esposizione prosegue il lavoro informativo iniziato presso il MIG nel 2011 con una mostra sulla storia della grafica europea e continuato con le personali di Mirò, Degas, Renoir, Bonnard, Matisse, Dufy, Ricasso, Calder, Ben Shann, la secessione berlinese, e Pechstein, ognuna, da Renoir in poi, accompagnata dal “controcanto” di un artista italiano: Gentilini, Strozza, Accardi, Ciarrocchi, Consagra, Melotti, Maccari e Bucci.

Il MIG ha un rapporto simbiotico con la Biblioteca, perciò ogni mostra è accompagnata dalla presentazione di opere letterarie. Questa volta tocca a Les Travaux d’Hercule di Euripide, corredato da  28 illustrazioni e  tre litografie realizzate da Zadkine in America nel 1941, e Sept Calligrammes di Apollinaire con 10 acqueforti che dimostrano come l’adesione al Cubismo e alle altre avanguardie sia per Zadkine solo iniziale.

L’artista nasce a Smolensk in Bielorussia nel 1890. Il padre, professore di greco e latino, lo manda in Inghilterra, dove il giovane apprende le tecniche incisorie e visita ripetutamente il British Museum. Trasferitosi a Parigi nel 1909, va ad abitare a La Ruche, storica residenza dove artisti come Brancusi, Chagall, Soutine, vivono in una specie di comunità ideale. Si stabilisce in seguito a Montparnasse, stringendo amicizia con Modigliani, Picasso, Braque, Apollinaire. L’arte di Zadkine, inizialmente ispirata alla linearità e alla delicatezza  formale di Brancusi, rafforzata dall’influsso cubista di Archipenko e Lipchitz, maturata con l’esempio di Juan Gris, conosce ora un rinnovamento. Le diverse proporzioni della realtà, le molteplici visioni dello stesso oggetto, si intersecano senza perdere la loro identità.

Gli orrori della Grande Guerra lasciano pesanti tracce sulle sue opere di questo periodo. La sua prima personale risale al 1920. Inizia poi, con l’accrescersi del suo successo, ad esporre in varie gallerie europee. Nel ’29 espone anche a Chicago. A causa delle leggi razziali si trasferisce negli Stati Uniti, dove insegna a New York e in Arizona. Al suo ritorno in patria risale la sua opera più famosa, La Città Distrutta, realizzata dopo aver visitato Rotterdam bombardata. Nel ’50 vince il Gran Premio per la Scultura alla Biennale di Venezia. Dopo aver realizzato un tributo a Van Gogh nel ’63, espone a Seattle, San Francisco, in Giappone e alla Tate Gallery di Londra. Muore nel 1967.

Le illustrazioni per Les Travaux d’Hercule testimoniano come la mitologia greca abbia sempre ispirato Zadkine. Al ’33 risale il suo viaggio in Grecia. La mitica figura di Ercole, con le sue fatiche sovrumane, simboleggia i più segreti pensieri dell’artista. Il disegno allegorico diventa un atto d’accusa contro la guerra.

Alla fine della vita, nei Sept Calligrammes di Apollinaire, segno e parola si uniscono a rendere la tenerezza dello sguardo disteso sul corpo umano. La curva sostituisce la linea retta, la cavità la sporgenza, la luce l’ombra, molteplici piani sono sovrapposti: scrive l’artista: “per me un calligramma è un insieme di segno, disegno e pensiero”.

Parallelamente a Zadkine, la mostra presenta i lavori di Achille Perilli, una scelta di opere grafiche datate 1966-2010. Nato a Roma nel ’27, Perilli fa parte del gruppo Forma 1, fondato nel 1947, costituito anche da Pietro Dorazio, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato. Il gruppo proclamava nel suo manifesto il rifiuto dell’arte realistico-figurativa. Perilli adotta fin dagli anni ’50 una varietà di soluzioni per la sua ricerca. Alle prime aperture verso l’arte europea farà seguito l’ispirazione al Costruttivismo sovietico, al  Concretismo e all’Astrattismo. Agli anni ’50 risalgono appunto la sua scoperta della forma e le sperimentazioni sul colore. Partendo da una forma primaria, costruita anche attraverso il collage, Perilli perviene alla sua distruzione in un’esplosione di segni che alla fine rigenerano una struttura. I colori sono luminosi e accesi. In seguito comincia a sperimentare l’incisione e il linguaggio della stampa, con l’intento di costruire una “comunicazione nuova”. Alla fine del decennio, la sua arte perde ogni preciso riferimento alla realtà. Sono gli anni degli scritti teorici, come il Manifesto della Folle Immagine dello Spazio immaginario. Tra gli anni ‘90 e il 2000  inizia la serie degli Alberi, i Distorti, i  Bianchi e le Ceramiche. Una collana di 20 libri con testi di poeti , scrittori, fotografi, musicisti e architetti, illustrati dalle sue incisioni  e risalente agli anni ’90, è esposta presso il MIG.

Le due mostre dureranno fino al 28 giugno e sono state patrocinate dal Comune, dalla Pro Loco di Castronuovo di Sant’Andrea e dall’Ente Parco Nazionale del Pollino.

MIG di CASTRONUOVO DI SANT’ANDREA:

OSSIP ZADKINE

ACHILLE PERILLI, L’opera grafica 1966-2010

2 MARZO-28 GIUGNO 2014

aperto tutti i giorni tranne il lunedì

17.00-20,00

mattina per appuntamento

Ingresso gratuito