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"pablo6""Picasso nunca se acaba", Picasso infinito. A più di quarant’anni dalla morte due esposizioni a Madrid e Saragozza si immergono nell’universo creativo del genio andaluso: ‘Picasso en el taller’, proposta dalla Fundacion Mapfre nella Capitale fino al prossimo 12 maggio; e ‘Picasso: arte y arenà, che si potrà visitare al Palazzo de Sastago di Saragozza (Aragona) fino al prossimo 4 maggio. Per Pablo Picasso (Malaga, 1881-Mougins, 1973) gli atelier erano "paesaggi interiori", sancta sanctorum o laboratori in cui sperimentare le sue molteplici variazioni stilistiche e iconografiche. Ai suoi recinti sacri, in cui convergono la arte e vita privata, è dedicata l’esposizione organizzata dalla Fundacion Mapfre, che propone oltre 200 opere, fra le quali 60 dipinti, 60 disegni e incisioni, 20 fotografie e oltre una decina di tavolozze dell’artista di Malaga, con le quali quei lavori furono concepiti. Dalla Parigi della Seconda Guerra Mondiale alla felicità della baia di Cannes, un decennio dopo, Picasso ebbe quasi tanti taller come le sue vite vissute. L’itinerario comincia con il celebre ‘Autoretrato con paletà, del 1906 e si conclude con l’autoritratto ‘Hombre en el taburetè del 1969, presentato un anno dopo al Palais des Papers di Avignone. Fra le due opere, nelle quali Picasso si autorappresenta come pittore che guarda fisso negli occhi del suo pubblico, trascorrono oltre 60 anni, nei quali l’artista lavora in diversi studi: Le Bateau-Lavoir, Boulevard de Clicy, Boulevard Raspail, La Boètie, Boisgeloup, La Californie e, infine, Mougins. "Ognuno dei suoi taller diventa, allo stesso tempo, spazio di sperimentazione e motore di riflessione sul rituale e il lavoro dell’artista nella tradizione pittorica", ha spiegato Maite Ocana, la curatrice della mostra e del catalogo che l’accompagna, nella presentazione alla stampa. "Lo studio di Picasso è un campo di prova e il luogo privato dove dà libero sfogo alla creazione, così come alla sua passione per le donne che lo hanno accompagnato lungo la sua vita". Lo studio, la modella nel taller, le metamorfosi in tempo di guerra, il ritorno al Mediterraneo, il pittore e la modella le sezioni in cui è diviso il percorso espositivo, con una parte importante delle opere provenienti da collezioni private e da istituzioni internazionali come il Philadelphia Museum of Art, Cleveland Museum of Art, Philips Collection de Washington, Centre Georges Pompidou di Parigi, Tate Gallery di Londra, Israel Museum di Gerusalemme, Bridgestone Art Museum di Tokio, Pushkin State Museum od fine Arts di Mosca e Reina Sofia di Madrid o Museo Picasso di Barcellona. ‘Picasso: arte e arenà, l’esposizione allestita nelle sale di Palazzo di Sastago a Saragozza, offre invece una panoramica dell’opera grafica di Picasso, accompagnata da alcune delle due più celebri ceramiche in cui abbonda il tema taurino. In mostra opere fondamentali come la serie ‘La Tauromaquia o Arte de Torear di Pepe Hillò e alcune delle fotografie che documentano il processo creativo. O, anche, la serie di litografie realizzate fra dicembre 1945 e gennaio 1946, in cui Picasso procede in una lenta e radicale semplificazione della figura del toro, a partire da una rappresentazione realista e tradizionale dell’animale, per spogliarlo a poco a poco di elementi, fino a tratteggiarne le linee essenziali. Ovviamente non mancano scene di corride piene di drammaticità e movimento.