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"Pino-Pascali1"A quanto pare il tricolore può continuare a contare su apprezzamenti provenienti da Oltralpe, grazie anche – in maggior misura – all’arte. La casa d’aste Christie’s, tra le più celebri al mondo, difatti sarà la sede espositiva nell’ambito della quale si potrà ammirare la collezione di Arte povera ad opera dei maggiori artisti italiani fautori di questo tipo di tecnica, il tutto nella terra di Sua Maestà britannica Elisabetta II.

Eyes Wide Open: An Italian Vision si presenta al pubblico come la più importante raccolta privata di Arte Povera mai presentata nel Regno Unito. Verranno esposte, durante la rassegna, un centinaio di opere provenienti per la maggior parte dalla raccolta – compiuta nell’arco di 25 anni – di una coppia di collezionisti italiani. Lavori appartenenti ad artisti nostrani, in prevalenza del periodo del dopoguerra, come Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alberto Burri, per poi proseguire con Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Luciano Fabro, Pino Pascali, Giulio Paolini, Emilio Prini. Fino a considerare l’eredità del movimento e la sua influenza sulle generazioni successive e su artisti come come Cy Twombly, Olafur Eliasson, Tony Cragg, Rosemarie Trockel, Anish Kapoor, e Thomas Schütte.

L’arte povera indica, generalmente, quel movimento artistico che si delineò in Italia durante gli anni Sessanta del secolo scorso e che ebbe come atteggiamento predominante quello di rifiutare sostanzialmente i valori culturali legati ad una società organizzata e tecnologicamente avanzata, mirando al recupero di materiali “antiartistici” e anticonformistici, poveri appunto, come cartapesta, stracci o altro, allo scopo di favorire l’acquisizione di una presa di coscienza che includesse il considerare le possibilità espressive insite nella materia animale, vegetale, minerale o persino in un processo mentale elementare. Un orientamento, questo, che rientra nell’ambito più generico dell’arte concettuale, e che ha generato manifestazioni tra le più differenti ed autonome. Tendenze o posizioni analoghe si sono, comunque, colte negli stessi anni anche in altri paesi, sia del Vecchio che del Nuovo Continente, arrivando a far diventare il movimento artistico tra quelli di maggiore rilievo della seconda metà del secolo scorso, oltre che esercitare un profondo impatto sull’arte mondiale, da quella concettuale al minimalismo, alla Britart.

La collezione sarà esposta presso Christie’s Mayfair dal 5 al 14 febbraio, mentre per alcuni dei capolavori è previsto un tour internazionale. L’11 febbraio a King Street si svolgerà l’asta interamente dedicata alla raccolta.