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E mentre il cuore di Nelson Mandela si fermava liberando lo spirito che ha ispirato infinite anime e menti, in un grazioso locale di Bari “La Musa” qualcuno, senza saperlo, testimoniava la sua terra, l’Africa, il sogno, il mistero, il lutto, il grembo della nostra umanità dispersa. Incredibile, la magia della musica! Un soffio di vento africano si è mescolato al freddo vento invernale, dando vita a un vero e proprio viaggio di andata e ritorno per l’Africa.
Si pensa spesso cheil jazz sia l’unicamusica“straniera”che Bari offra, ma no, la notizia è questa.
Da un po’ di anni Michele Giuliani, pianista Jazz, barese di nascita, africano di adozione e spirito. Michele dopo anni di vita nel continente nero, racconta a noi di LSDmagazine la sua storia.
Il suo gruppo “Shosholoza” composto da Marcello Piarulli (basso elettico), Giacomo Mongelli (batteria), Andrea Spinelli (sax tenore) e la voce di Rosella Giovannelli (compagna nella vita di Michele Giuliani) hanno creato un’atmosfera calda e familiare dando la possibilità a chi ha assistito il concerto di immergersi nel grande mondo africano.

Good taste” apre il concerto. E’serenità, albe, cieli infiniti, pianure e natura selvaggia. Si prosegue con musiche disegnate su ritmi lenti, a passo di Elefante come “Flowing”, ben lontani dalla frenesia dello swing cittadino! Poi ritmi scattanti, sinuosi,eleganti come gazelle in fuga nel funky della vecchia scuola “James Brown”, impreziositi da poliritmie, giochi di diversi ritmi sovrapposti, di “ Dicounacosa sola” e “East”. Si passa poi a momenti di puro relax, come in una dolce passeggiata tra i villaggi, neibrani“Cape Town” e “Caravan Xmas” .

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Nel pezzo tradizionale NdoKembe/Maleda (Etiopia) il sax presenta una melodia semplice che ci racconta un mondo per tanti sognato,sconosciutoo troppo ignorato. Momenti divertenti ma anche toccanti e misteriosi: “Chisa” di Abdullah Ibrahim e’un matrimonio/guerra di voce e percussione. Alla voce la grande sensiblita’ ed il calore del mezzosoprano Rossella Giovannelli, che insieme alla batteria/percussion tradizionalmente rappresenta ilventre della donna, da cui tutto nasce.
Questo canto esplonde poi in “Gabin” di Giorgio Vendola (brano tratto dall’album "Essence") un brano misterioso come misterioso e’ il segreto che nasconde la donna, figlia e madre, rappresentato dalla voce della cantante il cui timbro caldo e profondo e le danze ipnotizzanti, hanno dato corpo all’anima terrena della madre.
Questo fa la musica del maestro Giuliani, racconta le terre d’Africa, ivillaggi e la vita lenta,calda, faticosa che difende impetuosa la sua pacifica volonta’. Equilibrio di dinamiche e suoni possono far rivivere i giorni e le azioni, l’anima e i sorrisi di persone che noi pensiamo diverse ma non poi cosi’ distanti.

Cosi’,mentre il concerto si chiude con il brano tradizionale sudafricano Shosholoza, inno alla pura gioia, all’apertura verso il prossimo senza distinzione di nazionalita’ e cultura, Nelson Mandela ci stava lasciando sicuro che il suo messaggio e’ stato accolto.
Grazie ragazzi e grazie a “La Musa”(in tutti in sensi) per questo fantastico viaggio attraverso la musica che non e’ mai stata cosi’ liberatoria.