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"terranima"
Le foto dei personaggi che, come tanti ex-voto, arredano le pareti dicono che, accanto ai cosiddetti Templi, come il Petruzzelli, il Piccinni, la Pinacoteca Provinciale, l’Università, la Libreria Laterza, a Bari agisce, sotto forma di Caffè letterario, un piccolo santuario della cultura. I personaggi convocati fotograficamente, difatti, sono i numi tutelari della baresità novecentesca fatta cultura, da Lino Banfi a Michele Mirabella, da Vittorio Bodini ad Angelo Saponara a Riccardo Cucciolla… e a tanti altri: ci ricordano che anche a Bari artisti, scrittori, intellettuali possono incontrarsi al “BaTaFoBrLe”, il Caffè culturale di via Putignani, dove da diversi anni si sta cercando di dare a Bari un luogo che, nel suo piccolo, rimandi ai Caffè letterari parigini del secondo Ottocento o a quelli fiorentini del primo Novecento. Del resto l’ambientazione fu studiata negli anni Ottanta dall’ideatore Ninì Tarantini con l’intento di richiamare in vita le atmosfere della Bari primonovecentesca, con tanto di “chianche” per pavimento.

Mensilmente, secondo un variegato programma, si offrono a un pubblico sempre più numeroso incontri che quest’anno sono diventati incroci po/meridiani, perché curati dalla redazione della rivista «incroci», diretta per l’editore Adda da Lino Angiuli, Raffaele Nigro e Daniele Maria Pegorari.

"BaTaFoBrLe1"Mensilmente si presentano libri, si allestiscono mostre multimediali, si propone musica, si discute di letteratura, arte, storia e si progettano i numeri della rivista. L’ultimo appuntamento ha avuto per tema la chiusura del bicentenario del Centro murattiano, curato dal Carmelo Calò Carducci, mentre il prossimo sarà un omaggio a Nicola Saponaro e al suo teatro.

E non finisce qui, perché attiguo al locale del Caffè agisce il ristorante Terranima, dove il padrone di casa Piero Conte, all’insegna dello slogan «all’incrocio tra cibo e cultura la tradizione sa farsi poesia», si adopera per far passare concetti fondamentali: anche il cibo è cultura; anche un piatto può essere atto creativo; anche la rivisitazione di una ricetta tradizionale è servizio verso la memoria storica; anche l’atmosfera di un locale può raccontare la Puglia, “regione fondata dalla luce”, come recita la Magna carta, che presenta il menù tra un richiamo a Federico secondo, Puer Apuliae, e un elogio del Senatore Cappelli, inventore di una qualità speciale di grano e di farina che qui è di casa, insieme a una serie selezionata di specialità, genuinità, rarità, curiosità alimentari made in Bari e made in Puglia. Affinché la tavola sia salutare occasione per viaggiare con il palato dentro la nostra identità culturale, a vantaggio sia dei baresi che dei forestieri, con un accettabilissimo rapporto qualità-prezzo.

Foto di Piero Conte

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