Tempo di lettura: 4 minuti

"Crew2Crew"Dopo l’approdo negli USA, in Canada e, in questi giorni, in Francia, Germania, nell’Europa dell’Est e in Sud Africa, dopo la prima nazionale del 25 giugno scorso a Roma e di questa sera allo Showville di Bari, da giovedi 4 luglio, la storia italiana che ha commosso l’America, “A un passo dal sogno”, titolo americano “Crew2Crew”, del regista canadese Mark Bacci, esce nelle sale italiane UCI e Showville di Bari.
Ieri mattina, sempre allo Showville di Bari, si e’ tenuta la conferenza stampa di presentazione al film, a presenziare la quale, i due sceneggiatori, nonche’ produttori, John Credico e Andrew Paolillo e l’eroe della normalita’, carabiniere ancora in servizio prestato temporaneamente al film di Bacci, Francesco Cippone, alle cui vicende si ispira la storia di Luca, “Con il protagonista ci sono diverse cose in comune. Principalmente, l’amore per il ballo e l’amore per i sogni. Come Luca, anch’io ho inseguito il mio sogno. Entrambi abbiamo incontrato le stesse difficolta’, siamo stati sottoposti agli stessi contrasti, principalmente dalla famiglia, dall’Arma, da chi amavamo. Come si puo’ anche intendere dal film, la scelta fatta di inseguire il sogno, non e’ stata condivisa dal mondo in cui sia io, sia Luca, abbiamo vissuto. In questo mi identifico molto con Luca, il protagonista del film.”, spiega Francesco Cippone alla platea.
Americano di nascita e di padre italiano, autore di sceneggiature acquisite da grandi case di distribuzione come la Universal Studios, Mark Bacci e’ regista e autore della sceneggiatura del film, con due altri co-autori, nonche’ direttori di una nota scuola di lingue di Bari, John Credico e Andrew Paolillo. “Le persone coinvolte nella produzione di questo film action dance sono tantissime. Avevamo un obiettivo chiaro, quello di portare alla conoscenza degli americani un’Italia non vista attraverso cliche’ italiani. Volevamo portare sullo schermo un film italianissimo, ma di gusto americano. Visto e ripreso dalla cinepresa di un regista americano, ma con un corollario di figure e competenze pugliesi che nulla hanno da invidiare a quelle delle altre parti del mondo.”, spiega Andrew Paolillo.
“A un passo dal sogno” e’ un film drammatico che si intreccia alla musica e ad uno spettacolo hip hop, con un cast ricco e numeroso tra cui spiccano Andres Londono, Jordan Bridges, Kate Nauta.e una bellissima Brooklyn Sudano. Tra gli altri, ricordiamo Jeannine Kaspar, Riccardo Acerbi, Fiorella Potenza, Carlo Antonazzi e Francesco Cippone. Paragonato ad un dipinto in movimento, i paesaggi, quasi tutti pugliesi, riprodotti con un sapiente effetto cromatico dalla fotografia diretta da Marcus Durian e da Ugo LoPinto, fanno da sfondo alle vicende dei protagonisti, giovani romantici e coraggiosi, che inseguono i sogni, a dispetto delle convenzioni, come Luca, ma anche cinici, provati dalla durezza della vita, come Mino, sui quali, su entrambi, incombe l’ombra del passato. Attraverso continui flashback, il ritorno pressante di un passato scomodo, ingombrante, che costituisce ormai parte integrante della vita dei due protagonisti, impedisce, in realta’, poi, a entrambi, di essere liberi. E poiche’ ognuno reagisce in modo diverso e personale alla sofferenza, al rimorso, alle sfide che la vita pone, nonostante dalla platea un coro di voci vorrebbe urlare ai due ragazzi che non c’e’ nulla da fare nei confronti del passato, se non dimenticarlo, Luca abbandona il suo sogno; Mino si lascia soccombere.
Premiato per la migliore produzione 2012 al Wirral International Film Festival di Liverpool e all’Honolulu Film Awards 2012, nonostante un doppiaggio poco convincente ed una sceneggiatura, a tratti, artificiosa, lo spettacolo hip hop, con danzatori provenienti da compagnie di tutto il mondo e diretto da Djassi Johnson e dall’italiano, campione mondiale di break-dance, Massimo Bet, ma, soprattutto, le musiche che scivolano lungo tutta la pellicola, incantando lo spettatore, prodotte dal magnate del rap e dell’hip hop Damon Dash e da Joel Shearer, la fanno da padrone.
Niente ‘happy ending’ da manuale. Un amaro sapore finale piuttosto, che schiaccia lo spettatore alla sua poltrona e che porta, tra le altre, alla dura, darwiniana consapevolezza della selezione della specie.
Tuttavia, un unico ‘happy ending’ c’e’ stato. Questa volta, con “A un passo dal sogno”, Francesco Cippone ci e’ riuscito, ce l’ha fatta. A scrivere l’happy ending nella sua vita., intendo. A portare a compimento, nel cinema, diversamente che nella danza, il suo sogno.

Accanto a noi, Francesco Cippone, a cui abbiamo rivolto poche domande:

E’ questo il debutto sul grande schermo di Francesco Cippone, carabiniere nella vita, diversamente che nel film. Com’e’ avvenuto l’incontro con Mark Bacci?

L’incontro e’ avvenuto grazie al progetto del quale ho avuto l’ispirazione alle tre di notte, mentre ero in caserma, dove prestavo servizio. Ho cominciato a buttare giu’, a scrivere le mie idee, in quello che poi e’ diventato il soggetto cinematografico del film di Bacci e che rappresentava una parentesi della mia vita. C’erano tutti gli elementi per una storia interessante. E’ stata proposta ai due produttori italo-canadesi, Andrew Paolillo e John Credito. Da la’, alla sceneggiatura, il passo e’ stato veloce.

Pensi di lasciarti sedurre dal cinema e lasciare l’Arma un giorno?

Assolutamente no, perche’ l’Arma resta e restera’ nel mio cuore.

Com’e’ stato lavorare con Mark Bacci?

(Tra il sorriso ed una leggera smorfia) Non molto semplice, perche’ i registi americani sono molto esigenti. Cambiano idea velocemente e, diciamo pure, lui, Bacci non era dotato di grande pazienza. Pero’, alla fine, quello che mi ha soddisfatto, nonostante l’osso duro che mi ha diretto, e’ stato il sentirmi fare i complimenti. Per me, e’ stato un importante riconoscimento. Bacci, a fine riprese, mi ha detto, baciandomi sulla fronte: “Complimeti, davvero. Per me, all’inizio, eri fuori. Invece, ce l’hai fatta. Questa volta, ce l’hai fatta.” E questo, per me e’ stato meraviglioso e, visto il mio passato, catartico.