Tempo di lettura: 2 minuti

"Piccola
Può sembrare un lavoro pretenzioso, invece si rivela un piccolo saggio. Un saggio incentrato sull’esperienza umana, sul valico che separa le vedute di gioventù e senescenza, sul percorso ad imbuto, stretto com’è, tra scelte che si ritengono decisive e casualità che ne lastricano il cammino.
Apologia, della Piccola Orchestra Karasciò, trova la sua ragione d’essere nell’accoppiata compact disc-libro, elementi interdipendenti che rendono distintiva un’opera profondamente espressiva esaltata da requisiti estetici. Il combo bergamasco conferisce, nell’epoca dell’inconsistenza, valore alle parole cantate e significato alla fisicità, con un manufatto che intreccia linguaggio musicale, struttura narrativa e rimandi visuali in un unicum distintivo. Sono queste le fondamenta che permettono di illustrare al meglio un concept sugli influssi che determinano il quotidiano e la vita nel suo divenire.
Paolo Piccoli (voce, chitarra acustica e ukulele), Roberto Nicoli (basso elettrico e contrabbasso), Fabio Bertasa (chitarra elettrica e chitarra acustica), Michele Mologni (batteria), Diego Camozzi (mandolino e lap steel), Francesco Moro (fisarmonica) ed Enzo Guerini (voce narrante) argomentano le trattazioni sfruttando il potere allusivo della cartomanzia. E’ così che i tarocchi, raffigurati nel libro, si fanno ambasciatori per ogni storia, ma al tempo stesso diventano il pentacolo a cui aggrapparsi per scongiurare le correnti avverse della fenomenologia umana.
L’album sfrutta un ampio ventaglio di musiche dagli accenti popolari perfezionate da un canto che, per austera modulazione e gutturale risonanza, ricorda Fabrizio De André, mentre gli interventi di una voce fuoricampo ne incollano gli episodi. Undici brani sfiorati da un vortice variegato di stili – calypso incluso – che assecondano il mood delle liriche. D’impatto la fisarmonica incastonata nell’apertura di Apologie, schietta e impietosa la straordinaria Abilmente differente (c’è chi nasce baciato dal sole e chi mastica merda e cemento … la fortuna è una puttana), amara, rievocativa e per nulla remissiva Ultima stazione.
Apologia è un trittico concepito tra musica, parole e immagini che riafferma la superiorità e la raffinatezza della tangibilità discografica all’apogeo dell’intangibile. Cuore, occhi e tatto festeggiano la rivincita di questa proposta discografica dalla spiccata vocazione artistica.