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"Teatro
In continuità con la propria tradizione e con le proprie linee guida il Teatro Bellini ha presentato il cartellone con cui celebrerà il proprio quarto di secolo di attività, in occasione del cui compimento, Daniele e Gabriele Russo rivendicano con fierezza e passione la presenza del teatro di via Conte di Ruvo in un tessuto cittadino in cui la crisi sta conducendo a chiusura spazi storici come il Sancarluccio; rivendicano con fierezza e passione l’attività dell’accademia (gratuita) del Bellini, diretta da Luciano MelchionnaCariparma – Crédit Agricole.
La programmazione partirà il 25 ottobre con “La grande magia”, un omaggio ad Eduardo, all’approssimarsi del trentennale della morte, portato in scena dal figlio Luca De Filippo fino al 3 novembre.
A seguire toccherà a Paolo Rossi far ritorno sulle assi del Bellini con la Corte Ospitale, portando in scena un suo testo dal titolo “L’amore è un cane blu” (dal 5 al 10 novembre); la metà di novembre – dal 12 al 17 – vedrà in scena i “Mummenschanz – I Musicisti del Silenzio”, compagnia svizzera che per certi versi potrebbe far pensare ai Familie Flöz, già visti proprio al Bellini, ma che ne differiscono nella poetica di ricerca di un teatro non verbale.
L’attenzione sarà riportata sui classici con “Servo di scena”, diretto e interpretato da Franco Branciaroli, in programma dal 19 al 24 sempre del mese di novembre, mentre, ancora in ottica di rivisitazione del classico, Filippo Timi si cimenterà con Molière e col suo “Don Giovanni” reinterpretato in chiave follemente pop (dal 29 novembre all’8 dicembre).
Produzione del Bellini stesso sarà “Ricorda con rabbia”, testo di John Osborne, rappresentante di quella che negli anni ’60 era “la nuova drammaturgia” e la cui rabbia ben s’attaglia al tempo presente; la messinscena sarà curata da Luciano Melchionna e vedrà fra gli interpreti lo stesso Gabriele Russo e Stefania Rocca, dal 10 al 15 dicembre.
Spazio poi, come di consueto, al balletto, con “Lo schiaccianoci” di Čajkovskij, portato in scena dal Balletto di Mosca su coreografie di Marius Petipa (dal 20 al 22 dicembre), mentre, con altrettanta se non maggiore consuetudine, il periodo natalizio sarà tutto dedicato a Nino D’Angelo ed al suo nuovo spettacolo, dal titolo ancora in via di definizione, che accompagnerà il Bellini all’anno nuovo, protraendosi fino al 12 gennaio.
A gennaio Marco Bellocchio dirigerà uno “Zio Vanja” che avrà protagonisti Michele Placido e Sergio Rubini (dal 14 al 19), ed a seguire tornerà, per la quarta volta e dopo i grandi successi delle passate stagioni, “Dignità autonome di prostituzione” di Luciano Melchionna, che sarà in programmazione dal 23 gennaio al 9 febbraio.
Dal 12 al 16 febbraio, Antonio Rezza sarà in scena col suo “7-14-21-28”, a cui farà seguito il “Servitore di due padroni” (18-23 febbraio) di Antonio Latella, tratto da Goldoni, ma con l’espunzione di Arlecchino dal titolo, segnale preventivo e dichiarato di un tentativo di rielaborazione del testo.
Dal 25 febbraio al 2 marzo, Elio De Capitani ritornerà a Tennessee Williams (dopo “Un tram chiamato desiderio” del ’93), proponendo un lavoro prettamente attoriale su “Improvvisamente l’estate scorsa”.
Dal 4 al 9 marzo sarà la volta di un lavoro tratto da “Educazione siberiana” di Nicolai Lilin (trasposto al cinema da Salvatores), la cui regia teatrale sarà firmata da Giuseppe Miale.
Ritornerà Slava, col suo spettacolo di clownerie (Slava’s Snowshow, dal 14 al 23 marzo), che incanta da quasi un ventennio rimanendo pressoché identico nel formato, pur rinnovandosi di volta in volta.
A chiudere la stagione, il progetto decisamente ambizioso di una riduzione teatrale di “Arancia meccanica”, firmato da Gabriele Russo, che intende prendere le mosse, più che dal capolavoro kubrickiano, proprio dalla forma teatrale pensata dall’autore del romanzo, Anthony Burgess, e che, nelle intenzioni – audaci – viene presentato come un testo quasi brechtiano.
In attesa di vederne gli esiti in scena, il cartellone belliniano, sia pur meno debordante degli anni passati, si presenterà ai nastri di partenza della venticinquesima stagione promettendo più di qualcosa meritevole d’attenzione.