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Un film noir, con influenze dalla commedia. E’ stato presentato oggi al 59° Taormina Film Fest “Cha Cha Cha”, il nuovo film di Marco Risi, con Eva Herzigova e Luca Argentero. Il regista e il cast sono stati protagonisti stamattina di un incontro stampa, che prelude alla serata di gala al Teatro Antico.
La pellicola racconta la storia di Corso (Luca Argentero), che sta indagando su un infortunio stradale di un ragazzo di sedici anni. Tutto lascerebbe pensare a un incidente, ma lui non ne è convinto. Durante le indagini si scontrerà con le ombre una Roma cialtrona, un po’ palazzinara, lontana da quell’ideale felliniano che la ha romanticamente stereotipata.
Protagonista femminile la bella Eva Herzigova, che interpreta la madre del ragazzo, legata sentimentalmente al potente Avvocato Argento (Pippo Delbono): «Girare questo film – spiega – mi è piaciuto così tanto che vorrei continuare, anche se, in verità, ho qualche timore. Del resto l’ultimo film che ho girato risale a dieci anni fa e, sebbene la mia partecipazione sia stata apprezzata, la mia era una piccola parte. E’ stato Marco a tirarmi fuori tutto, con lui girerei un altro film anche domani. In ogni caso per quanto riguarda la mia incursione nel mondo del cinema c’è un nuovo progetto che partirà a settembre da girare in Repubblica Ceca, si tratta di una cosa un po’ alla Woody Allen».
Argentero, da parte sua ci racconta qualche aneddoto sul suo “costume”: «In un certo senso mi sono sentito un supereroe, e come tale avevo il mio mantello: si tratta di un cappotto appartenuto al padre di Marco (Dino ndr). Indossarlo come si può immaginare ha un certo “peso” a livello emotivo. Quando abbiamo girato alcune scene in cui si sarebbe potuto rovinare mi sono rifiutato di girare finché non ne è stato realizzato un doppione» Quando gli chiediamo del fatto di essere considerato un sex symbol risponde: «Diciamo che è una cosa che non modifica le mie scelte. Al massimo modifica quelle di qualcuno su di me. Una produzione sceglie di avere un attore più o meno avvenente anche perché sa di avere più riscontro al botteghino. Credo che, in questo senso, per Marco sia stato un po’ un rischio. Di controparte però, passo tre quarti del film incerottato».